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Da Favara a New York, il sogno di Luigi e Gioacchino diventa realtà: i 42 chilometri della maratona tra emozioni e inclusione

Luigi Sorce, 22 anni, in carrozzina dalla nascita per una paralisi cerebrale, ha partecipato alla Maratona di New York insieme al cugino Gioacchino Alaimo, 29 anni, che lo ha accompagnato e spinto lungo l’intero percorso. Una sfida preparata a lungo e conclusa con un messaggio che va ben oltre lo sport.

Il sogno è diventato realtà. Ieri, sulle strade di New York, Luigi Sorce e Gioacchino Alaimo, entrambi originari di Favara, hanno vissuto una delle esperienze più emozionanti della loro vita: partecipare alla celebre Maratona di New York, affrontando insieme tutti i 42 chilometri del percorso, dal Ponte di Verrazzano fino a Central Park.

Luigi ha 22 anni e convive dalla nascita con una paralisi cerebrale che lo costringe a vivere in carrozzina. Una condizione che non gli ha impedito di coltivare un sogno ambizioso, quello di essere protagonista di una delle manifestazioni podistiche più importanti al mondo. A renderlo possibile è stato il cugino Gioacchino, 29 anni, che per l’intera maratona ha spinto la sua speciale carrozzina, mettendo gambe, fiato e determinazione al servizio di una sfida condivisa.

I due giovani hanno partecipato nella categoria ufficiale Duo Team, con l’associazione Achille International, impegnata a favorire la partecipazione delle persone con disabilità agli eventi sportivi attraverso esperienze di inclusione e condivisione.

Dietro quei 42 chilometri c’è un percorso fatto di preparazione, allenamenti, sacrifici e tanta volontà. A raccontare le emozioni della giornata è stato lo stesso Gioacchino, che sui social ha condiviso la gioia per il traguardo raggiunto: “Abbiamo macinato chilometri, sudato e affrontato lunghe giornate. Domenica abbiamo portato tutto questo nelle strade di New York. C’è stato nervosismo, sorrisi, qualche lacrima e tantissime persone a fare il tifo per noi. Soprattutto, tanti amici. E quando le gambe sono state stanche, una voce familiare ci ha dato la spinta per andare avanti”.

Una storia che ha attraversato l’oceano e che ha riempito d’orgoglio anche la comunità favarese. Il sindaco Antonio Palumbo ha voluto dedicare ai due giovani un messaggio di congratulazioni, sottolineando il valore umano della loro impresa e il significato di una partecipazione che supera ogni barriera. “La dimostrazione vivente che quando a guidare i passi sono l’affetto autentico e la determinazione, non esistono barriere o confini capaci di fermarci”, ha scritto il primo cittadino, esprimendo a nome della città l’orgoglio per Luigi e Gioacchino.

Da Favara a New York, dunque, non soltanto una maratona, ma una straordinaria esperienza di amicizia, affetto e solidarietà. Perché questa volta il traguardo più importante non era soltanto quello di Central Park: era dimostrare che certi sogni, quando vengono condivisi, possono davvero diventare realtà.

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