HomeAltre notizieFavara, recintata via Montevago: la strada che tutti credevano pubblica è una...

Favara, recintata via Montevago: la strada che tutti credevano pubblica è una proprietà privata

Paletti, filo e nastro bianco e rosso. Così, da ieri, via Montevago ha cambiato volto. Quello che per decenni è stato vissuto dai favaresi come uno spazio urbano, utilizzato quotidianamente anche come parcheggio, è stato recintato dal proprietario dell’area.

E la sorpresa, per i favaresi, è stata grande: quell’area che tutti hanno sempre considerato una strada, una piazzetta, sarebbe infatti una proprietà privata, con tanto di titolo ed estremi catastali.

Via Montevago non è una strada qualsiasi. È un piccolo spazio che da anni fa parte, a tutti gli effetti, della quotidianità del quartiere. Vi si affacciano magazzini, garage, un’attività commerciale e, fino a poco tempo fa, anche un piccolo supermercato. È stata asfaltata dal Comune e nel corso degli anni vi sono stati realizzati o collocati diversi sottoservizi: rete idrica, fognatura, energia elettrica e, più recentemente, anche la rete del metano.

Uno spazio, inoltre, particolarmente utilizzato per la sosta delle automobili, anche per la vicinanza dell’Istituto comprensivo Vitaliano Brancati. Eppure, da ieri, tutto questo è improvvisamente cambiato.

Il proprietario dell’area, accompagnato da alcuni operai, ha iniziato a delimitarla, dando esecuzione a una scelta che, a quanto risulta, nasce dalla volontà di tornare a disporre esclusivamente del proprio terreno. Una decisione che ha provocato sorpresa e anche momenti di tensione tra alcuni residenti, fino a richiedere l’intervento delle forze dell’ordine e della Polizia locale. Da quanto è stato possibile apprendere, gli accertamenti effettuati sul posto avrebbero evidenziato, documenti alla mano, la titolarità privata dell’area. Una circostanza che naturalmente cambia la prospettiva della vicenda, ma che non esaurisce le domande.

Perché quella che oggi appare come una proprietà privata è stata per decenni utilizzata come uno spazio di fatto integrato nella viabilità e nella vita del quartiere? E soprattutto, quali saranno le conseguenze della sua chiusura?

la zona in questione vista da Google maps

La questione potrebbe essere ancora più complessa perché, secondo quanto abbiamo appreso, la proprietà privata sarebbe più estesa rispetto alla porzione che è stata materialmente recintata. Una parte del terreno, infatti, non sarebbe stata chiusa proprio per consentire il passaggio ai residenti e ai proprietari degli immobili confinanti, un’altra parte sarebbe coincidente con la contigua strada. Il problema più immediato riguarda però alcuni magazzini e garage che, con la recinzione, rischiano di trovarsi praticamente “intrappolati”, oltre all’accesso a una palazzina che si affaccia sull’area. Non si tratta quindi soltanto della perdita di alcuni posti auto: la vicenda potrebbe incidere sulla possibilità di accesso a immobili, attività e abitazioni.

E’ emerso anche un altro elemento da non trascurare. Il proprietario, nel corso degli anni, avrebbe presentato in più occasioni al Comune richieste per poter edificare sull’area, ricevendo però risposte negative legate alla destinazione urbanistica del terreno. Oggi, invece, la scelta è quella di delimitare tutto e renderlo di fatto non più fruibile alla collettività, esercitando i diritti connessi alla proprietà privata.

Nei giorni scorsi è stata presentata al Comune di Favara una CILA, Comunicazione di inizio lavori asseverata, con la quale è stata formalizzata l’attività che ha portato alla recinzione. La pratica dovrà adesso essere esaminata dagli uffici comunali.

Il sindaco Antonio Palumbo, che abbiamo interpellato insieme al vicesindaco Emanuele Schembri, ha confermato la presentazione della CILA e la necessità di una verifica da parte dell’Ufficio tecnico. Per questa mattina è stato programmato un incontro operativo per affrontare la questione. E sarà proprio questo il punto centrale: capire non soltanto se l’area sia effettivamente privata, circostanza che sembrerebbe documentata, ma anche quali siano i diritti e gli obblighi che derivano da una situazione urbanistica e viaria consolidatasi nel corso di decenni.

Perché una cosa è certa: per gli abitanti di quella zona via Montevago non è mai stata percepita come il cortile privato di qualcuno. È stata una strada, una piazzetta, un parcheggio, un passaggio quotidiano. Ci sono cresciute intorno attività, abitazioni e servizi, mentre nel sottosuolo venivano realizzate quelle infrastrutture che normalmente caratterizzano uno spazio urbano.

Adesso, improvvisamente, una recinzione ricorda a tutti che la percezione di un luogo e la sua effettiva natura giuridica possono essere due cose molto diverse.

Sarà compito dell’amministrazione e degli uffici comunali fare chiarezza, verificando ogni aspetto della vicenda. Perché dietro quei paletti e quel nastro bianco e rosso non c’è soltanto una questione di parcheggi: ci sono accessi, attività commerciali, magazzini, abitazioni, la vicinanza di una scuola e, più in generale, l’assetto di una piccola porzione di città che per decenni è stata considerata da tutti come uno spazio comune.

La storia di via Montevago, dunque, è appena cominciata. E potrebbe riservare sviluppi tutt’altro che semplici.

Inserzione pubblicitaria
ARTICOLI CORRELATI
- Advertisment -
Vella-Expert

TI POTREBBERO INTERESSARE