Se una serata dedicata al primo compleanno di un giornale si conclude con due sindaci che assumono pubblicamente altrettanti impegni nei confronti della memoria di una vittima innocente di mafia, allora è evidente che non si è trattato soltanto di una festa.
A dare l’input la presentazione del libro di Carmelo Sardo, L’ultima estate di un uomo perbene (Zolfo Editore), dedicato alla storia di Pino Tragna, assassinato il 18 luglio 1990 a San Leone e riconosciuto soltanto nel 2020 come vittima innocente di mafia. La storia di Pino Tragna, grazie alla sua forza, ai suoi contenuti e alla bravura di Carmelo Sardo di saperli raccontare, ha saputo trasformare un appuntamento culturale in un momento di riflessione collettiva. Una riflessione che si è tradotta anche in impegni concreti.
Il sindaco di Agrigento, Michele Sodano, ha annunciato che l’Amministrazione comunale darà seguito alla proposta, avanzata a suo tempo dal consigliere Angelo Vaccarello, di intitolare una strada alla memoria di Pino Tragna. Il sindaco di Favara, Antonio Palumbo, rivolgendosi ai familiari, presenti all’evento, ha chiesto scusa per il ritardo con cui la città ha riconosciuto quella memoria e, accogliendo l’imput lanciato da Lorenzo Airò ad inizio di incontro, ha comunicato che il nome di Pino Tragna sarà inserito nel murales di corso Vittorio Veneto dedicato alle vittime innocenti di mafia.
Sono stati questi i momenti più intensi di una serata che, nata per festeggiare il primo anno di vita di SiciliaTarget, e presentare l’ultimo lavoro di Carmelo Sardo, ha assunto un significato ben più ampio. Per questo sarebbe riduttivo archiviarla come un semplice compleanno o come una delle tante presentazioni letterarie dell’estate.
È stato un incontro tra persone, idee e istituzioni. Un’occasione di confronto che ha visto riunite alcune centinaia di persone nello splendido scenario del terrazzo sul mare del Mareo di Cannatello: sindaci e amministratori, in carica ed ex, rappresentanti delle istituzioni, magistrati, avvocati, esponenti del mondo dell’associazionismo, della cultura, della scuola, scrittori, poeti e tanti cittadini. Tutti accomunati dalla voglia di ascoltare, ricordare e confrontarsi.
Un giornale racconta i fatti. Ma quando riesce anche a creare uno spazio in cui la comunità si ritrova, dialoga e costruisce memoria condivisa, allora svolge una funzione che va oltre la cronaca. Non perché debba sostituirsi alle istituzioni o diventare protagonista, ma perché offre un luogo di incontro dove le parole possono ancora generare consapevolezza e, qualche volta, perfino decisioni.
Se questo è accaduto nella serata che ha celebrato il primo anno di SiciliaTarget, il merito non è della nostra testata, ma anche e soprattutto dello scrittore Carmelo Sardo che con il suo libro ha restituito dignità a una vicenda troppo a lungo dimenticata. Grazie alla spinta data dal libro le istituzioni hanno raccolto il messaggio trasformandolo in un impegno pubblico. Il tutto rafforzato dalle centinaia di persone che hanno scelto di esserci,
È questa, probabilmente, la soddisfazione più grande che un giornale possa festeggiare nel giorno del suo compleanno: non il numero degli articoli pubblicati o delle visualizzazioni raggiunte, ma la consapevolezza di essere riuscito a mettere attorno allo stesso tavolo una comunità e a far sì che dal dialogo nascessero memoria, cultura e responsabilità.
