Manifesti da chiaro “sapore politico”, che hanno per argomento il centro storico di Favara, sono stati affissi in diversi punti della città, anche negli spazi ufficiali del servizio affissione del Comune. Oggetto del manifesto “Rilanciamo il centro storico di Favara” che rappresenta, come viene evidenziato, “Una scelta politica. Una responsabilità verso la città”.
Oltre ad essere scritto, il fine politico del manifesto, è dato anche dal logo e dal nome che campeggia sullo stesso, ovvero “Favara 2027”, anno in cui a Favara si andrà a votare per il rinnovo del Consiglio comunale e l’elezione del sindaco. Tema principale del manifesto è il centro storico, che “è stato abbandonato per troppo tempo. Degrado, spopolamento, immobili chiusi, assenza di visione”. Questa la foto fatta degli estensori del manifesto al “cuore” di Favara, cuore pulsante che appare anche nel logo. Ma c’è anche il chiaro indirizzo politico “E’ il momento di cambiare rotta”.
Nel manifesto, comunque, non c’è solo “centro storico” per il quale si chiede “Stop al degrado, si alla rigenerazione” ed anche di ripopolarlo. Altri punti riguardano la “Cultura come motore di sviluppo” e “Lavoro, imprese, opportunità”. La finalità principale comunque è “Noi scegliamo di rimettere il centro storico al centro dell’azione politica”.
Ecco, è proprio quel “Noi” che desta curiosità ed interesse: Noi chi?! Chi sono i componenti, gli ideatori, i promotori dell’associazione, gruppo o movimento “Favara 2027”? Uno scopo, comunque, sembra essere stato raggiunto, ovvero quello della curiosità.
Ma intanto sono “abusivi”. Lo ha decretato il Comune che li ha coperti con un manifesto recate la scritta “Pubblicità abusiva coperta ai sensi dell’art. 59 comma 4 del vigente Regolamento comunale”.
Oltre alla trasgressione normativa, i manifesti hanno anche suscitato “l’ira” del sindaco di Favara Antonio Palumbo che nel suo profilo Facebook non risparmia accuse. “Metterci la faccia e rispettare le regole. Queste dovrebbero essere le basi per chiunque voglia fare politica. Eppure c’è chi è convinto che si possa farne a meno e che, per esempio, si possa disseminare la città di manifesti abusivi e anonimi in vista della prossima campagna elettorale, invocando più decoro mentre si sporca”.
Antonio Palumbo evidenzia che non è la prima volta che ciò accade. “Non è un caso isolato, e anzi mi tocca dire che c’è di peggio. È divenuta ormai un’abitudine per certi anonimi vigliacchi ricorrere a profili falsi per diffondere fango su di me, sui miei assessori, su consiglieri comunali a me vicini e sui miei collaboratori. Insulti, diffamazioni, veleno. Roba da codardi, da gente piccola o con la coscienza molto sporca”.
Difesa, ma anche rilancio. “La verità è che al netto di quanto stiamo facendo e di quello che non siamo ancora riusciti a fare, dei nostri successi e dei nostri insuccessi, questa Amministrazione ha posto un freno ad un sistema di malaffare diffuso a più livelli, e di questo, state sereni, abbiamo ragguagliato a suo tempo anche le istituzioni preposte. Così dico a qualche poveretto che vorrebbe provare a sporcarci con il suo fango: mettici la faccia e assumitene la responsabilità”.
