Esiste un modello-tipo per gestire il rapporto genitori/figli? Quanto è difficile essere genitori nella società odierna, dove si riducono gli spazi di dialogo anche a tavola, per colpa degli smartphone sempre connessi? Si dialoga con i figli e si valorizzano le varie risorse interne? Sono stati questi alcuni aspetti di confronto che sono emersi questo pomeriggio a Favara presso l’ I.C. “Falcone Borsellino”.

Quasi un centinaio di genitori hanno sfidato pioggia e freddo per partecipare a un incontro dedicato alla genitorialità. Un appuntamento fortemente voluto dalla dirigente scolastica Maria Vella, da sempre attenta al ruolo congiunto di scuola e famiglia nel percorso educativo dei ragazzi.

Nella palestra “Antonietta Morreale”, gremita e attenta, si è svolto il confronto con Rino Sorce, docente di discipline umanistiche al liceo “King” di Favara, presente anche nel suo ruolo più personale: quello di padre di due alunni dell’Istituto Comprensivo Falcone-Borsellino. L’intervento del professore ha offerto numerosi spunti di riflessione: le modalità di approccio tra genitori e figli, l’importanza del dialogo autentico, l’empatia come ponte educativo,i rischi di modelli troppo rigidi, la necessità di una comunicazione costante e non giudicante.
Un confronto sincero, nel quale molti genitori si sono riconosciuti, condividendo dubbi, esperienze e difficoltà quotidiane.
L’incontro rientra nel più ampio progetto “Stare bene, per crescere insieme”, un’iniziativa che mette al centro il benessere emotivo degli studenti. A spiegarne la filosofia è la docente referente Carmen Milia:
“Si tratta di un progetto scolastico settimanale di lettura e ascolto attivo per adolescenti. Nasce dall’osservazione -ci dice la referente Milia- che i giovani vivono in un ‘acquario digitale’ diverso da quello dei genitori e si inserisce nella legge 22/2025 che promuove competenze non cognitive. L’obiettivo è fornire strumenti per gestire emozioni, sviluppare empatia e life-skills — autoconsapevolezza, pensiero critico, collaborazione — e orientare i ragazzi verso scelte consapevoli. In un’ora settimanale gli alunni leggono, dialogano e si ascoltano, scoprendo che raccontarsi e ascoltare gli altri favorisce crescita personale e benessere collettivo”.

Soddisfatta la dirigente scolastica Maria Vella. “La partecipazione massiccia dei genitori -ci dice la D.S. Vella- conferma quanto sia sentita oggi la necessità di spazi di confronto e formazione condivisi. La scuola si conferma luogo non solo di istruzione, ma di crescita comunitaria, capace di sostenere famiglie e ragazzi in un percorso educativo complesso e in continua evoluzione”.
