mercoledì, Febbraio 11, 2026
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Favara, una bicicletta sul cartello turistico del Palazzo Ricca

Non partirà nessuna tappa del prossimo Giro D’Italia dal centro storico di Favara. Già qualcuno, sognando, aveva pensato ad una “trovata geniale” per una possibile pubblicità della corsa rosa.

Ed invece quello che vi raccontiamo, con i nostri scatti fotografici fatti questa mattina, “immortalano” l’ ennesimo sfregio al patrimonio monumentale di Favara. Ci troviamo ai piedi della scalinata di via Arco Cafisi, purtroppo sporca e piena di rifiuti, dove è ubicata la storica casa della Famiglia Ricca, il cui portale, a detta di noti studiosi locali, è tra i più belli presenti tra le macerie antiche del centro storico.

Nei giorni scorsi, una bicicletta senza ruote è stata legata proprio al segnale turistico che indica il Palazzo Ricca. Il cartello turistico, già divelto da tempo da vandali, adesso è parzialmente occupato dal telaio di una bici da corsa. Il segnale, installato per valorizzare e informare i visitatori sulla storia del sito, è diventato un supporto per il mezzo a due ruote, riducendo così la sua funzione informativa e il rispetto che dovrebbe circondare un bene di interesse culturale.

Il Palazzo Ricca, testimonianza architettonica che affonda le sue origini nel XVIII secolo, è uno degli esempi più emblematici del patrimonio edilizio favarese. Il gesto dell’ incauto ciclista rappresenta non solo un gesto di  maleducazione ma una carenza culturale profonda. Perché molti non conoscono il valore di ciò che li circonda. Occorre immediatamente l’intervento del Comune per eliminare tale installazione che di artistico ha ben poco. O nulla.

La presenza di una bici legata ad un cartello dell’itinerario turistico-monumentale della città può apparire insignificante rispetto alle decine di case cadute, alle discariche abusive, al degrado presente in tanti angolo del vecchio cuore di Favara.

La scalinata di Arco Cafisi in stato di degrado

Ma in un contesto urbano ricco di storia come quello, con la vicina chiesa di San Nicolò, l’immenso Palazzo Cafisi, sede di continui eventi, la Biblioteca Mendola ed il Castello Chiaramonte, assume un significato simbolico più ampio: quello della difficoltà, ancora attuale, di conciliare i comportamenti di alcuni con la salvaguardia del patrimonio.

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