In previsione dell’arrivo a Favara della Carovana della Pace Acli: L’Italia del Lavoro Vuole la Pace, organizzata dalle ACLI, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani, programmato per il giorno 4 settembre 2025, Comune, associazioni, scuole e naturalmente la sezione agrigentina US ACLI, si preparano per organizzare al meglio questo importante appuntamento.
Ieri sera al castello Chiaramonte riunione operativa con la presenza del presidente US Acli Stefano Urso, del sindaco di Favara Antonio Palumbo e diversi assessori, della presidente del Consiglio comunale Miriam Mignemi, dell’arciprete don Nino Gulli, e dei rappresentanti delle tante belle realtà di Favara che hanno subito dato la loro adesione.
Il presidente US Acli Stefano Urso, ha ringraziato per la condivisione, ha tracciato per grandi linee il progetto “Peace at Work” delle ACLI e l’importanza di avere a Favara una tappa della Carovana che partirà proprio dalla Sicilia il 2 settembre ed attraversando tutta l’Italia arriverà a Trieste il 10 dicembre 2025, in coincidenza con l’anniversario della Dichiarazione dei diritti dell’uomo, per concludersi il 15 dicembre a Strasburgo in occasione di una sessione del Parlamento europeo.
Quindi subito al lavoro per preparare l’importante appuntamento “al quale Favara dovrà rispondere alla grande” ha detto il sindaco Palumbo. Tante le idee poste in essere da parte dei rappresentanti delle associazioni e delle scuole: cortei, musiche, suono contemporaneo delle campane di tutte le Chiese di Favara, una mongolfiera con i colori della Pace. “Ma anche iniziative preparatorie che ogni associazione dovrebbe fare per arrivare preparati alla giornata” ha detto don Nino.
Il pensiero di Pace va naturalmente a Gaza e all’Ucraina, senza dimenticare le altre, le troppe guerre che sconvolgono diverse zone del Mondo, con migliaia di morti soprattutto tra la popolazione civile ed i bambini. “Peace at work. L’Italia del lavoro costruisce la Pace”, questo lo slogan scelto “per rilanciare, con parole e testimonianze, l’idea che lavorare per la Pace è possibile e necessario, e che il mondo del lavoro ha voce e visione da offrire per un’Europa di pace e giustizia sociale”.
