martedì, Febbraio 10, 2026
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Nuova ordinanza della DDA di Palermo nei confronti delle famiglie mafiose di Porto Empedocle e Agrigento-Villaseta

Il nuovo provvedimento trae origine dalle attività d’indagini svolte dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo Carabinieri di Agrigento e dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, dal mese di dicembre 2024 a tutt’oggi, che costituiscono la naturale prosecuzione di quelle culminate lo scorso 14 gennaio 2025 con l’esecuzione di un’ordinanza di misure cautelari nei confronti di 48 persone.

Gli investigatori hanno ricostruito l’organigramma e le attività criminali delle famiglie mafiose di Porto Empedocle e di Agrigento-Villaseta, con probabilmente a capo rispettivamente Fabrizio Messina, pregiudicato di anni 49, e Pietro Craparo, pregiudicato di anni 39, a dimostrazione che, pur essendo stata sensibilmente intaccata nel corso degli anni da varie operazioni, “cosa nostra” agrigentina è tutt’oggi pienamente operante, dotata di ingenti disponibilità economiche e di numerose armi.

Il tutto in un contesto caratterizzato da una  instabilità degli equilibri mafiosi faticosamente raggiunti nel tempo, cui si aggiungono i sempre più pericolosi, persistenti e documentati collegamenti tra gli associati ristretti all’interno del circuito carcerario e gli ambienti criminali esterni.

È stato riscontrato, infatti, un sistematico utilizzo di apparecchi telefonici da parte degli uomini d’onore, o di soggetti contigui al sodalizio, durante i rispettivi periodi di detenzione, lasciandone in tal modo inalterate le capacità di comando e consentendo loro di mantenere i contatti con i correi in libertà e di impartire ordini e direttive. In tale contesto, molto rilevante ai fini investigativi è stata l’analisi sui dati informatici contenuti nella copia forense dello smartphone utilizzato dall’indagato James Burgio e sottoposto a sequestro in occasione della perquisizione eseguita nei suoi confronti il 17 dicembre 2024 presso la camera detentiva all’interno del Carcere di Augusta ove al momento si trovava recluso.

La disamina dei contenuti del citato dispositivo telefonico, unita agli esiti delle attività tecniche di videosorveglianza ed intercettazione, ha consentito di ricostruire la struttura di un’associazione criminale dedita al traffico di sostanza stupefacente del tipo cocaina e hashish, al  cui vertice vi è anzitutto proprio il detenuto James Burgio.

Questi, sfruttando la sua capacità di mantenere con l’esterno elevate capacità comunicative, si è reso protagonista di una vera e propria esponenziale ascesa criminale che gli ha consentito di porsi quale interlocutore, in termini di sostanziale parità, con esponenti di primo piano di cosa nostra agrigentina quali Pietro Craparo  e Gaetano Licata, entrambi, come prima evidenziato, componenti della famiglia di Agrigento/Villaseta rispettivamente con il ruolo di capo e di principale gregario di quest’ultimo, nonché promotori di una distinta associazione criminale anch’essa dedita al traffico di sostanza stupefacente operante nella provincia di Agrigento ed in rapporti con esponenti di cosa  nostra di Palermo.

Proprio riguardo a tale attività di traffico di sostanze stupefacenti, il 27.05.2025 veniva arrestano in flagranza di reato Cristian Terrana, fermato a Porto Empedocle a bordo di un motociclo privo di assicurazione e con all’interno di un borsello 506 grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina e la somma in contanti di 780,00 euro in banconote di vario taglio. La successiva perquisizione domiciliare permetteva di rinvenire e sequestrare l’ulteriore somma di 4.880,00 euro.

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