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Il Quartiere Ellenistico Romano domani apre le porte per visite guidate durante la campagna di scavi

Sarà possibile assistere alle operazioni di scavo archeologico attraverso una guida che spiegherà, a lavori in corso, i materiali rinvenuti, il restauro dei pavimenti a mosaico e altri reperti. Domani 3 luglio ed il prossimo 10 luglio, in maniera eccezionale, il Quartiere Ellenistico Romano apre le porte ai visitatori proprio durante la campagna di scavi condotta dall’Università di Bologna (Campus di Ravenna) all’interno del Quartiere ellenistico romano.L’accesso è consentito dalle 8 alle 18 su prenotazione (mail a giuseppe.lepore4@unibo.it) dal tornello del quartiere ellenistico romano (di fronte al museo Griffo).

Le ricerche archeologiche sono  condotte dalle funzionarie del Parco Archeologico e Paesaggistico “Valle dei templi” di Agrigento Maria Serena Rizzo e Maria Concetta Parello e dal professor Giuseppe Lepore dell’Università di Bologna.

Si tratta di un progetto partito quasi dieci anni fa, nel 2016 grazie ad una convenzione tra le due istituzioni e si è sviluppato dapprima nel terzo isolato del Quartiere e poi si è esteso nel vicino isolato quarto: qui si concentreranno le nuove indagini, a monte del quartiere termale già oggetto di scavi da parte del Parco.

“Si tratta un settore molto promettente -dicono i funzionari del Parco- che non sembra contenere case di abitazione: è stato infatti messo in luce un ampio settore termale, organizzato su due terrazze con vasche, canali di adduzione delle acque e sistemi per riscaldarle, che si struttura nel IV secolo d.C. e viene utilizzato per un centinaio di anni, fino alla trasformazione in quartiere produttivo: qui venne infatti più tardi installata una fornace per cuocere vasi. Una nuova trasformazione avviene nel VI secolo d.C., quando l’area viene convertita a cimitero, con tombe che si aggregano intorno ad un probabile luogo di culto cristiano. Proprio qui si concentreranno le ricerche del 2025, unitamente alla continuazione dello scavo della terrazza superiore dove, sulla base di quello che è dato vedere ad oggi, sono collocati due grandi edifici quadrangolari che sembrano essere strutture a carattere pubblico. Le indagini future potranno aiutare a comprendere la lunghissima storia di una città popolata dal VI secolo aC e fino al IX dC e sul perché è poi stata abbandonata”.

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