lunedì, Febbraio 9, 2026
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Prefettura, DDA e Procura firmano un Protocollo per evitare infiltrazioni mafiose negli interventi finanziati del PNNR

Questa mattina in Prefettura ad Agrigento, il prefetto, Salvatore Caccamo, il procuratore capo della Dda di Palermo, Maurizio De Lucia e il procuratore della Repubblica di Agrigento, Giovanni Di Leo, alla presenza dei vertici provinciali delle forze dell’ordine, hanno firmato un Protocollo per potenziare gli strumenti di prevenzione per evitare infiltrazioni della criminalità nei finanziamenti elargiti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e del Piano degli investimenti complementari.

La firma dell’accordo, arriva a da Agrigento in un momento particolare, con l’indagine ancora aperta sugli appalti pubblici denominata “Appalti e mazzette” che ipotizza un giro di tangenti per pilotare i lavori della nuova rete idrica ed altri pubblici appalti nell’agrigentino, con le organizzazioni criminali di stampo mafioso, che avrebbero tentato di intercettare lavori e appalti attraverso l’imposizione di forniture, mezzi e personale.

“E’ un protocollo importante – ha detto il prefetto Agrigento, Salvatore Caccamo – perchè è risaputo come nel nostro territorio si sta svolgendo un’azione molto intensa da parte del gruppo interforze antimafia con la finalità proprio di preservare ogni forma di infiltrazione criminale negli appalti

Un lavoro in sinergia, come ha detto procuratore antimafia De Lucia, tra l’autorità giudiziaria e l’autorità amministrativa.

“E’un momento di sinegia tra l’autorità giudiziatia e quella amministrativa. Il contrasto alla mafia, soprattutto in questa terra, si fa con tutti gli strumenti che la legislazione ci mette a disposizione – ha ribadito il procuratore antimafia Maurizio De Lucia – la mia presenza ha anche un altro significato e cioè, sia la repressione e sia la prevenzione, hanno in realtà come protagonisti in prima linea le forze di polizia e, in particolare nell’agrigentino, lo sforzo che gli investigatori conducono è assolutamente prezioso e ci dà dei risultati importanti quasi quotidianamente”.

E’ in dubbio che senza un effettivo e stretto controllo del territorio noi non abbiamo cognizione dell’effettiva produttività della spesa pubblica.- ha affermato il procuratore di Agrigento Giovanni Di Leo – il protocollo è uno strumento che ci consente di stare un pò meno indietro rispetto alla criminalità di stampo mafioso e di tipo amministrativo, lo scopo è quello di cvercare di non stare più a dieci passi indietro, ma magari soltanto uno”

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