Alla vigilia dell’assemblea dei Sindaci, chiamati domani se accettare le dimissioni del CdA dell’Aica o se rinnovare la fiducia, ha fatto clamore nazionale la rottura della rete idrica con tanto di fontana d’acqua sporca di fango giallo, nel “cuore” istituzionale della città dei Templi. A pochi metri dalla Posta centrale, Questura, Genio Civile, Caserma dei Carabinieri, Prefettura e Provincia (oggi Libero Consorzio). Un tubo “vetusto” come lo ha definito in serata il sindaco Miccichè, presente sul posto a controllare gli interventi.
Tanta acqua versata per strada, su Piazzale Vittorio Emanuele e Via Imera, sotto gli occhi increduli e gli smartphone puntati sulla “bolla” da parte di decine di turisti che transitavano in direzione dell’adiacente capolinea dei bus. Ma per gli agrigentini e per tutti i cittadini della provincia serviti dall’Aica ha fatto più clamore l’intervento veloce ed immediato ed il ripristino del tubo “vetusto” e della voragine. Sarà il punto strategico dove è avvenuta la rottura, i tanti occhi “istituzionali” che osservavano il fatto dalle finestre di importanti uffici a pochi metri, l’arrivo di giornalisti, il tam tam mediatico? Sta di fatto che già stasera la zona parzialmente è stata, per fortuna, riaperta alla viabilità, non tagliando in due Agrigento. Ma quante rotture da mesi reclamano nel capoluogo, a Favara ed in altri paesi, il ripristino delle condotte ammalorate? Strade allagate nel giorno del miracoloso turno idrico, transenne e “lapazze”, segnali e spesso il nulla a segnalare tombini aperti e pericolosi scavi. Ed una risposta a disco fisso degli uffici: “al momento non possiamo intervenire”.
Non c’è pace per la rete idrica del capoluogo, sia per le vicende giudiziarie “esplose” settimane fa come il tubo di oggi, che per la gestione della distribuzione dell’acqua e della manutenzione.
Domani mattina nella riunione dell’assemblea dei Sindaci vediamo quanto peserà il “rumore mediatico” dell’acqua fuoriuscita oggi…
Aica: dove si perde l’acqua?
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