“La Grande Sete”, l’eccezionale romanzo dello scrittore favarese Antonio Russello, ispirato dall’omicidio del commissario Tandoj, evidenzia la “grande sete” di giustizia, di cultura, di amore dei siciliani. Noi scomodiamo l’illustre scrittore semplicemente per la “grande sete” nel senso più semplice e forse più banale, la grande sete d’acqua.
In realtà l’acqua “distribuita” dall’Aica non serve ai favaresi per berla, quella si compra al supermercato, l’acqua del rubinetto, o meglio della cisterna, viene utilizzata per il fabbisogno giornaliero di una normale famiglia: servizi igienici, bucato, doccia.
Tutto questo è possibile quando l’acqua arriva in maniera sufficiente. I turni AICA, purtroppo, evidenziano una distribuzione che ormai da anni non scende sotto la settimana. Un lasso di tempo assurdo per una società civile, ma che per gli assetati ma organizzati cittadini favaresi è considerato normale, nel senso che le capienti cisterne riescono ad accumulare l’acqua necessaria per il fabbisogno settimanale.
Ma pur capienti le cisterne non sono inesauribile e se il turno non arriva si resta senz’acqua. Ci verrebbe da canticchiare il detto, trito e ritrito, “se l’acqua non ci sta, la papera non galleggia”.
Un preambolo colorito e forbito per descrivere il quadro non certo edificante della distribuzione idrica a Favara, dove si registrano anche eccessi di turni oltre i 10 giorni. La statistica non l’abbiamo fatta sentendo le lamentele dei cittadini, o meglio non solo raccogliendo le loro proteste, ma attingendo direttamente dalla turnazione predisposta dal gestore del servizio idrico, AICA, e pubblicata sul sito a disposizione degli assetati e tartassati utenti favaresi.
Si scopre così, per esempio, che la zona 12, quella a sud di corso Vittorio Veneto che comprende via Resistenza, Olanda, Inghilterra, Morandi, prende l’acqua con cadenza di dieci giorni. Altre zone sono più fortunate, si fa per dire, perché, ci dicono, sono più piccole come estensione territoriale, hanno l’acqua anche a 6/7 giorni. Ma come si fa a resistere per 10 giorni ed oltre? Semplice, ci si approvvigiona con le autobotti ,con aggravio di costi naturalmente. Favara, ricordiamo, è una città che per buona parte ha utenti con distribuzione di tipo “turnato” , nel sito si legge: “il Gestore garantisce i volumi idrici necessari a soddisfare il fabbisogno della popolazione nel periodo intercorrente fra due turnazioni successive”. Ma tra lo scrivere ed aprire le saracinesche della rete idrica ne passa. Favara è divisa in 20 tra zone e sub zone, dove la distribuzione, come dicevamo, non è uniforme ma varia dal settimanale agli oltre 10 giorni.
Perché la turnazione è così lunga, considerato che non siamo ancora in estate e che, pare, gli invasi non sono proprio così a secco? Colpa della gestione del servizio? Problemi di approvvigionamento? Rete idrica fatiscente? Sono queste le domande che giriamo a Gestore e Amministratori responsabili.
