Sono accusati di avere deturpato la Scala dei Turchi, la famosa scogliera di marna bianca di Realmonte, la procura di Agrigento chiede la condanna nei confronti dei due presunti responsabili.
Si tratta di Domenico Quaranta, 52 anni, e Francesco Geraci, 48 anni, entrambi di Favara. Il pubblico ministero Margherita Licata ha proposto 4 mesi e 10 giorni di reclusione per il primo, a cui viene riconosciuta una capacità di intendere scemata, e 6 mesi e 15 giorni di reclusione per il secondo.
L’imbrattamento della famosa Scala dei Turchi è avvenuto il 7 gennaio 2022, la marna bianca fu macchiata con della polvere di ossido di ferro di colore rosso per fortuna non in maniera irreparabile. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri Quaranta sarebbe stato l’autore materiale dello “sfregio” mentre Geraci avrebbe guidato il veicolo al bordo del quale i due soggetti hanno raggiunto il sito naturale.
I filmati della videosorveglianza hanno permesso di ricostruire gli spostamenti di quella sera con l’arrivo alla Scala dei Turchi e il trasporto di due sacchi che contenevano la sostanza. Quaranta, personaggio noto alle forze dell’ordine, è già stato condannato per gli attentati terroristici del 2001 alla Valle dei Templi di Agrigento e alla metropolitana di Milano ma si è reso protagonista di altri episodi di particolare allarme sociale: dall’imbrattamento della Scala dei Turchi, e ancor prima di Punta Bianca, fino alla distruzione dei vasi in ceramica posti sul viale Le Dune in località San Leone, nonché il deturpamento della Casa Natale di Pirandello.
Quaranta è rappresentato dall’avvocato Antonella Carlino, che ha sostenuto l’assenza di una prova ogni oltre ragionevole dubbio del coinvolgimento dell’assistito, mentre Geraci dall’avvocato Salvatore Cusumano. Quest’ultimo ha chiesto l’assoluzione per non aver commesso il fatto nonché l’esclusione della parte civile costituitasi (il comune di Realmonte rappresentato dall’avvocato Vincenzo Caponnetto) poiché all’epoca dei fatti il sito naturale risultava di proprietà della famiglia Sciabarrà. Si torna in aula il 14 luglio per repliche e sentenza
