Anche Favara aderisce alla campagna nazionale dei “Cioccolatini della Ricerca”, l’iniziativa promossa dalla Fondazione AIRC per raccogliere fondi a sostegno della ricerca oncologica e sensibilizzare i cittadini sull’importanza del lavoro di medici e ricercatori.
L’appuntamento è per domani, domenica 8 novembre, in piazza Kennedy, dove i volontari della sezione AIRC di Favara saranno presenti per distribuire i tradizionali cioccolatini della ricerca. Con una donazione minima di 15 euro sarà possibile ricevere una confezione da 200 grammi di cioccolato fondente Venchi, contribuendo così concretamente al finanziamento degli studi sul cancro.

Insieme alla confezione, i volontari consegneranno anche una guida informativa che illustra il percorso della ricerca scientifica: dalle prime scoperte in laboratorio fino alle possibili applicazioni nella diagnosi e nella cura delle malattie oncologiche. Dietro questa iniziativa c’è l’impegno quotidiano di migliaia di ricercatrici e ricercatori sostenuti da AIRC, che lavorano per sviluppare strumenti di prevenzione più efficaci, diagnosi sempre più precoci e terapie capaci di offrire nuove possibilità di cura. Un lavoro che ha già prodotto risultati importanti, ma che necessita di continuità e finanziamenti costanti.
“Anche quest’anno si può sostenere la ricerca con dolcezza – sottolinea Lina Urso Gucciardino, presidente del Centro culturale “Renato Guttuso”, sede AIRC di Favara –. Si rinnova un appuntamento ormai consolidato, che da circa trent’anni contribuisce a far conoscere i progressi della ricerca scientifica e invita i cittadini a dare il proprio contributo per costruire un futuro libero dal cancro”.
La Fondazione AIRC rappresenta il principale finanziatore non profit della ricerca oncologica in Italia e sostiene progetti di ricerca indipendente in numerosi istituti e strutture scientifiche del Paese. La campagna dei Cioccolatini della Ricerca è dunque molto più di una semplice raccolta fondi: è un’occasione per ricordare che dietro ogni progresso scientifico ci sono studio, competenza, impegno e risorse.
Anche a Favara sarà possibile dare il proprio contributo. Un piccolo gesto di solidarietà che, sommato a quello di tanti altri cittadini, può aiutare la ricerca a compiere nuovi passi avanti.

