“Dovevo vivere per i miei figli. Non sapevo cosa mi aspettava. Ma dovevo lottare per vivere per i miei figli. Ho vinto la mia battaglia, grazie ai medici del reparto di Oncologia dell’ Ospedale di Agrigento. E adesso, dopo 11 anni, posso raccontarvi la mia vita perché voglio farvi capire che la prevenzione può salvare vite”. È la testimonianza della signora Daniela uno dei momenti più importanti della Giornata di prevenzione oncologica che si è vissuta in una giornata estiva pur essendo in pieno “ottobre rosa”.

Istituzioni, medici e rappresentanti delle forze dell’ordine hanno rivolto ai tanti studenti presenti un messaggio chiaro: sottoporsi agli screening, informarsi e prendersi cura della propria salute è fondamentale.
Piazza Don Giustino, questa mattina, si è trasformata in un luogo di incontro, informazione e sensibilizzazione, con tanti giovani che hanno partecipato all’iniziativa dedicata alla prevenzione oncologica.

Un’occasione importante per portare tra le nuove generazioni la cultura della prevenzione e ribadire quanto sia essenziale non sottovalutare i controlli periodici, capaci di favorire la diagnosi precoce e aumentare le possibilità di cura. Ma anche correre da ragazzi stili di vita distorti ad iniziare da una cattiva alimentazione.

Nel corso degli interventi, medici e rappresentanti delle istituzioni hanno rivolto ripetuti inviti agli studenti, sottolineando l’importanza di conoscere i percorsi di screening disponibili e di adottare comportamenti consapevoli per tutelare la propria salute. Un messaggio che ha attraversato tutti i momenti della manifestazione: la prevenzione non deve essere rimandata, ma diventare una buona abitudine e una responsabilità condivisa.

Presente anche il questore di Agrigento, Tommaso Palumbo, che ha ribadito con forza il valore degli screening, richiamando l’attenzione sull’importanza dei controlli anche nell’ambito delle forze dell’ordine. La Polizia, infatti, promuove percorsi di screening rivolti al proprio personale, a conferma di quanto la prevenzione rappresenti uno strumento fondamentale per proteggere la salute e intervenire tempestivamente.

A contribuire alla giornata sono stati professionisti impegnati quotidianamente nella diagnosi, nella cura e nell’accompagnamento dei pazienti. Tra gli intervenuti, il dottor Antonino Savarino, direttore dell’UOC di Oncologia medica e coordinatore della Breast Unit dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento; il dottor Francesco Amato, responsabile dell’UOS di Senologia diagnostica e interventistica; la dottoressa Angela Matina, responsabile dell’UOS Screening oncologici dell’ASP di Agrigento; la dottoressa Gabriella Vella, dirigente psicologa dell’UOC di Oncologia medica di Agrigento; il dottor Giuseppe Casà, biologo nutrizionista; e la dottoressa Liliana Militello. I ragazzi presenti in piazza sono rimasti, come detto, molto colpito dall’ intervento di Daniela Ciminnisi, presidente dell’associazione Solide Ali, che insieme alle altre realtà promotrici ha contribuito alla realizzazione di un appuntamento volto a diffondere consapevolezza, informazione e attenzione verso la salute.

L’iniziativa è stata promossa dal Centro Antiviolenza Gloria, dall’associazione Solide Ali ODV e da Agorà Persone per il Territorio – Favara, con il patrocinio gratuito dell’ASP di Agrigento e del Comune di Favara, in collaborazione con l’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento e la Breast Unit.
Alla manifestazione hanno preso parte anche il sindaco di Favara, Antonio Palumbo, la presidente del Consiglio comunale, Miriam Mignemi, l’arciprete di Favara, don Nino Gulli, la Tenenza dei Carabinieri di Favara e la Capitaneria di Porto di Agrigento.

“La presenza congiunta di istituzioni, operatori sanitari e forze dell’ordine- ci dice Liliana Militello, promotrice dell’evento- ha rafforzato il significato dell’iniziativa: fare rete per diffondere la cultura della prevenzione e avvicinare i cittadini ai servizi sanitari.
La partecipazione dei tanti studenti ha rappresentato uno degli aspetti più significativi della mattinata. Parlare di screening e diagnosi precoce ai giovani significa investire sul futuro, promuovendo una maggiore consapevolezza e contrastando la disinformazione e la paura che, talvolta, possono allontanare dai controlli”.

Da piazza Don Giustino a Piazza Cavour, con una marcia colorata di rosa, è arrivato, dunque, un invito corale: informarsi, aderire ai programmi di screening e non trascurare la propria salute. Perché la prevenzione è uno strumento concreto, e diffonderne la cultura, soprattutto tra i giovani, è un impegno che riguarda l’intera comunità.

