Una vittoria e due sconfitte: è questo il bilancio delle Agrigentine nella 3ª giornata del campionato di Eccellenza, girone A. Sorride l’Akragas, che all’Esseneto supera 2-0 la Sancataldese. Si interrompe invece la corsa dello Sciacca, sconfitto di misura a Misilmeri dal Don Carlo. Amara anche la domenica del Kamarat, battuto in casa dal Marsala per 0-1.
Oltre al risultato, il presidente biancazzurro Salvatore La Porta ha voluto sottolineare il clima di correttezza vissuto dentro e fuori dal campo, elogiando la sportività della formazione ospite e dei suoi tifosi. Un successo, dunque, che vale doppio: per la classifica e per l’immagine di una giornata di calcio vissuta all’insegna del rispetto.

Si interrompe invece la corsa dello Sciacca, sconfitto di misura a Misilmeri dal Don Carlo. Dopo le due vittorie iniziali, i neroverdi incappano nel primo stop stagionale al termine di una sfida equilibrata. A decidere il match è Catalano, a inizio ripresa, bravo a sfruttare una ripartenza e a battere Santulli. Lo Sciacca prova a reagire, ma senza riuscire a trovare la giocata vincente; nel finale l’espulsione di Scalia complica ulteriormente la rimonta. L’ultima occasione capita a Costa, ma il portiere Ceesay salva il risultato.
Amara anche la domenica del Kamarat, battuto in casa dal Marsala per 0-1. I biancazzurri giocano una buona partita, costruiscono diverse occasioni e mantengono a lungo il controllo del gioco, ma pagano a caro prezzo la scarsa concretezza sotto porta. A inizio ripresa Manfrè, con un preciso colpo di testa, regala il vantaggio agli ospiti. Il Kamarat tenta fino alla fine di rimettere in equilibrio la gara, sfiorando il pareggio con Melillo e Mrdja, ma trova sulla propria strada un ottimo Piccioni. Il Marsala resiste e porta a casa tre punti pesanti.
Per le tre Agrigentine, quindi, una giornata dai due volti: l’Akragas festeggia una vittoria preziosa e una prestazione accompagnata da un positivo messaggio di fair play, mentre Sciacca e Kamarat devono fare i conti con due sconfitte maturate in gare equilibrate, nelle quali è mancata soprattutto la concretezza negli ultimi metri.
