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L’equilibrio

I gerani, per la loro bellezza e facilità di coltivazione, sono state tra le piante ornamentali più amate e coltivate sia nei giardini che, soprattutto, in vaso ad abbellire i balconi e rendere meno arido e banale l’aspetto delle nostre case. La fortuna di queste piante è stata favorita anche dalle poche cure richieste che queste piante ricambiano generosamente con abbondanti, variopinte e prolungate fioriture.

Tutto vero fino a 15/20 anni fa, oggi sono sempre meno diffuse. Cosa è successo? Sono passate di moda, come accade spesso con le piante ornamentali? Forse anche per quello, ma di sicuro buona parte della responsabilità si deve attribuire ad un piccola e graziosa quanto dannosa farfalla: la “Licenide dei gerani” (Cacyreus marshalli).  Purtroppo questo piccolo lepidottero ha la cattiva abitudine di deporre le proprie uova sugli steli dei gerani. Da queste uova nascono piccole larve che penetrano all’interno dei fusticini e se ne nutrono fino a raggiungere lo stato di crisalide da cui si origina la farfalla adulta che, dopo l’accoppiamento, depone le uova e il ciclo si ripete. Ciò fino a 6/7 volte l’anno, ma anche di più se la temperature si mantengono alte.

E perché prima i gerani crescevano rigogliosi? Semplicemente perché prima questa “simpatica” farfallina in Europa non era presente mentre esisteva in presenza di nemici naturali in Africa meridionale nutrendosi comunque di gerani, guarda caso nella stessa zona di origine dei gerani coltivati. In Africa le popolazioni di Gerani, Licenidi e relativi predatori stavano in equilibrio e, per quanto possa apparire strano, la presenza dei predatori dei licenidi garantisce la presenza dei gerani che, a loro volta, costituiscono cibo e sopravvivenza per i licenidi che sono cibo per i loro predatori.  Insomma, prima queste piante, in Europa, in assenza dei loro sgraditi ospiti, stavano benissimo e non necessitavano di tante cure. però non poteva durare. Ora, probabilmente con la continua importazione di piante dai paesi sudafricani sono stati introdotti involontariamente questi piccoli lepidotteri che, in ambiente nuovo in assenza di nemici naturali, si sono riprodotti senza alcun freno generando danni ingenti ai nostri balconi, al settore produttivo vivaistico e anche all’ambiente a causa della necessità di sopperire con trattamenti insetticidi prima non necessari.

E cosa c’entra questo strano ragno nella foto di copertina? C’entra. Si tratta di un “ragno granchio” detto anche “ragno camaleonte”, il cui nome scientifico è Thomisis onustus e come tutti i ragni è un efficace predatore di insetti. In particolare ha un efficace quanto elaborata tecnica di caccia che associa a mimetismo, pazienza e velocità. La farfallina non poteva illudersi che in tutto questo tempo di permanenza in Europa nessun predatore si accorgesse di lei diventando così freno naturale al suo proliferare. Tra questi sicuramente un ruolo lo svolge il “ragno granchio”. Questo piccole animale dalle dimensioni di pochi millimetri deve il nome comune all’aspetto generale simile ai granchi e al fatto che si presentano di colorazioni diverse e quasi sempre simili al fiore su cui si nascondono, aspettando pazientemente le loro vittime. Sì, perché, al cotrario di tanti altri ragni, non costruiscono ragnatele per intercettare e catturare le prede ma si nascondono mimetizzati sui fiori di diverse piante in attesa di insetti che si posano per suggere il nettare e, a questo punto, con un veloce balzo catturano il malcapitato insetto.

Le farfalle allo stadio di larva (bruco) si nutrono di diverse sostanze mentre da adulte si nutrono esclusivamente di nettare e le licenidi del geranio non fanno eccezione. Posandosi sui fiori per succhiare il liquido zuccherino possono incappare nella trappola tesa dai ragni granchio nascosti e mimetizzati tra le infiorescenze. Sembrerà crudele ma così funziona la vita, anche con la morte. La fauna europea sta imparando a riconoscere e a nutrirsi di questa farfalla aliena.

Nella foto di copertina, Ragno granchio su infiorescenza di Menta piperita, nelle altre due foto Licenide dei gerani su Geranium e scena di predazione di Ragno granchio su Licenide

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