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Interdittiva antimafia, il TAR Lazio sospende il provvedimento nei confronti di un’azienda agrigentina

Il TAR Lazio, Sezione Prima Ter, con un’ordinanza pubblicata il 27 agosto 2026, ha sospeso l’efficacia dell’informazione antimafia interdittiva emessa nei confronti di un’azienda operante nell’Agrigentino. La società è assistita dagli avvocati Giovanni Puntarello, Marcello Consiglio e Riccardo Costa.

La vicenda trae origine da un provvedimento adottato dalla Prefettura di Agrigento ai sensi degli articoli 84 e 91 del Codice antimafia. Tra gli elementi posti alla base dell’interdittiva figuravano l’assunzione di quattro lavoratori originari di Favara, alcuni dei quali legati da rapporti familiari a un soggetto indicato negli atti investigativi come vicino alla criminalità organizzata, e alcuni rapporti commerciali con due imprese coinvolte in un appalto per lavori di depurazione.

La difesa ha contestato la ricostruzione sostenendo, tra l’altro, che i lavoratori fossero incensurati e che le assunzioni fossero legate a esigenze esclusivamente lavorative, in un periodo di forte incremento delle commesse. Quanto ai rapporti commerciali, è stato evidenziato che le due imprese erano regolarmente iscritte nella white list della Prefettura di Agrigento al momento dei subaffidamenti.

Per uno dei fornitori, inoltre, la scelta sarebbe stata determinata da esigenze logistiche, trattandosi dell’impianto più vicino al cantiere e, secondo quanto riportato dalla difesa, dell’unico operativo nel comune interessato. I rapporti con le due imprese avrebbero rappresentato complessivamente il 3,21 per cento del valore dell’appalto, pari a circa 139.837 euro su un importo complessivo di 4,35 milioni di euro, al netto dell’Iva. La società ha inoltre evidenziato di avere interrotto il rapporto con uno dei fornitori dopo che l’amministratore era stato informato dai Carabinieri della possibile esistenza di elementi di controindicazione.

Il TAR Lazio, senza anticipare la decisione sul merito, ha ritenuto che la vicenda, per la sua complessità e peculiarità, necessitasse di un ulteriore approfondimento, rilevando inoltre favorevolmente il “periculum” prospettato dalla società e disponendo, in via cautelare, la sospensione dell’interdittiva. Il procedimento proseguirà ora nel merito. La sospensiva, infatti, non equivale all’annullamento definitivo del provvedimento prefettizio, sul quale il TAR dovrà pronunciarsi nella successiva fase del giudizio

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