Una serata di teatro, emozioni e inclusione ha animato ieri, 31 agosto, il Teatro Panoramica dei Templi di Agrigento, dove è andata in scena “Gli Uccelli” di Aristofane, nell’ambito della rassegna curata dal Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi.
Lo spettacolo, ideato e diretto da Emanuele Carlino, attore diplomato all’Accademia INDA di Siracusa, con l’aiuto alla regia di Fabrizio Mangione, ha coinvolto i ragazzi dell’Associazione Famiglie Persone Down (AFPD) di Agrigento, insieme ad altri giovani con e senza disabilità.
La scelta di Aristofane si è rivelata particolarmente significativa. La commedia racconta di due ateniesi, Pisetero ed Euelpide, che, stanchi di una città segnata da tasse, processi e conflitti, decidono di cercare un luogo alternativo in cui vivere. Incontrato Upupa, re degli uccelli, progettano la fondazione di una nuova città sospesa tra terra e cielo: Nubicuculia. Una storia antica che, riletta attraverso la sensibilità contemporanea, offre anche spunti sui meccanismi del potere e sul controllo dei passaggi strategici, con un richiamo all’attualità dello Stretto di Hormuz.
Sul palco si sono alternati Emanuele Carlino, Massimo Diana, Rosario Arnone, Daniel Minio, Fededica Scibetta, Salvatore Scibetta, Martina Russello, Fabrizio Mangione, Francesca Boccadoro e Maria Castiglione, dando vita a una messinscena corale, ironica e ricca di energia.
Per la compagnia si tratta di un nuovo capitolo di un percorso iniziato lo scorso anno con “Le Rane”, altra commedia di Aristofane portata in scena al Teatro della Posta Vecchia, al Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani di Palazzolo Acreide e successivamente al Teatro Panoramica dei Templi. Anche “Gli Uccelli” nasce da un percorso costruito nel tempo. I primi passi del progetto erano stati mossi alla Parrocchia Santa Maria del Sacro Cuore di Gesù di Agrigento, guidata da don Mario Sorce, dove l’esperienza aveva suscitato grande partecipazione. Da lì è nato il cammino che ha portato la compagnia fino al prestigioso palcoscenico della Valle dei Templi.
“Dai primi di agosto, previo l’inizio di una collaborazione artistica, le prove dello spettacolo si sono tenute negli spazi della cooperativa sociale Educolab – ci dice il regista – centro di neuroscienze, diretto da Laura Mendola e Nino Alfò, centro specializzato ad Agrigento, che da anni si occupa dei disturbi del neurosviluppo, autismo ed età evolutiva”.
Il messaggio più forte arrivato dal palco è quello dell’inclusione attraverso l’arte: non un teatro “per” le persone con disabilità, ma un teatro fatto insieme, nel quale ogni protagonista contribuisce con il proprio talento, la propria sensibilità e la propria presenza. “Gli Uccelli”, dopo oltre duemila anni, hanno così trovato una nuova casa ad Agrigento, tra le pietre della Valle e sotto il cielo della città antica. La metafora di Nubicuculia, città sospesa tra terra e cielo, è diventata quella di un teatro capace di superare barriere, pregiudizi e differenze.

