Due cani randagi, da tempo presenti nella zona del supermercato MD di Favara, sarebbero stati avvelenati. A segnalarlo è chi conosce bene questi animali e, in particolare, una ragazza volontaria che da tempo se ne prendeva cura, provvedendo a lasciare loro cibo e acqua.
Si tratta, secondo quanto riferito, di cani docili e che non avrebbero mai creato particolari problemi. Una vicenda che pone soprattutto una domanda: è questo il modo per affrontare il problema del randagismo?
Si può avere paura dei cani, si può essere infastiditi dalla loro presenza o ritenere che debbano essere allontanati dalla strada. Sono tutte posizioni comprensibili e che possono essere segnalate alle autorità competenti. Ma avvelenarli non è la soluzione, ma è solo un gesto crudele nei confronti di animali che non hanno la possibilità di difendersi. Va inoltre ricordato che maltrattare o uccidere un animale non è soltanto un gesto di crudeltà, ma può costituire un vero e proprio reato, punito dalla legge, lo stabilisce l’articolo 544-bis del Codice penale, recentemente modificato dalla legge n. 82 del 2025. Sul randagismo esistono procedure e responsabilità precise.
Il Comune, attraverso la convenzione con un canile, interviene quando vengono segnalati cani randagi, provvedendo al loro recupero e alla sterilizzazione. In alcuni casi gli animali vengono successivamente reimmessi nel territorio di provenienza. È un sistema che può certamente essere discusso e migliorato, ma non può essere sostituito da iniziative private e, soprattutto, dalla violenza.
Per questo l’appello è semplice: se la presenza di questi animali crea paura, disagio o problemi, si segnalino a chi se ne prende cura e alle autorità competenti. Non si faccia ricorso al veleno. Un cane randagio non è un problema da eliminare con la crudeltà. È una situazione da affrontare con responsabilità, rispetto e attraverso le procedure previste.
Non è stato certamente l’animale a scegliere di essere un randagio. E chi si prende cura di questi animali, come la volontaria che ogni giorno provvede a cibo e acqua, non dovrebbe essere costretto a trovarli morti per mano di qualcuno.

