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Un cortile del centro storico di Favara da oggi porta il nome del maestro Michele Parlato

Intitolato lo spazio dove il maestro visse per gran parte della sua vita. La nuova denominazione sostituisce quella di Cortile Arciprete Salvaggio

Favara rende omaggio, dunque, a Michele Parlato, con l’intitolazione di un cortile nel cuore del centro storico, in via Margherita, nell’area che conduce dal Collegio di Maria, struttura dove nacque la ricetta dell’ Agnello Pasquale, verso i Sette Cortili e Farm Cultural Park. La cerimonia si è svolta alla presenza del sindaco Antonio Palumbo, dell’ assessore comunale Vincenzo Cassaro, del consigliere comunale Pasquale Cucchiara, cultore della storia locale e autore di diverse pubblicazioni, della figlia del maestro, Stefania Parlato, e di alcune nipoti.

 

La nuova denominazione è stata approvata dalla Giunta municipale con la delibera n. 50 del 28 maggio 2026 e sostituisce quella di Cortile Arciprete Salvaggio. Una modifica nata anche per risolvere una situazione di doppia denominazione che aveva creato nel tempo disguidi, in particolare per il recapito della posta. La proposta era stata avanzata dal consigliere Cucchiara, raccogliendo le segnalazioni di alcuni residenti, e ha ricevuto il parere favorevole della Seconda Commissione consiliare “Assetto del Territorio”.

La scelta di ricordare Michele Parlato assume un particolare significato per la città. Maestro  nel difficile periodo del secondo dopoguerra, quando Favara affrontava ancora condizioni di forte povertà e analfabetismo, Parlato rappresentò per diverse generazioni un punto di riferimento educativo e umano. Il suo insegnamento non si limitava alle materie scolastiche: nelle sue lezioni trovavano spazio l’educazione civica, le regole di vita, l’amore per la propria città e il senso di appartenenza alla comunità. Insegnò nella scuola di via Bersagliere Urso, conosciuta come “A Guardia”, e successivamente in via Agrigento, dove promosse anche attività teatrali e musicali.

Il maestro Michele Parlato

Grande era inoltre la sua passione per la musica. A Michele Parlato sono attribuite alcune strofe di “Viva Favara”, l’inno dedicato alla città, tramandato nel tempo nelle scuole e diventato anche un elemento della tradizione folkloristica locale. Impegnato anche nel volontariato attraverso la Società San Vincenzo de Paoli, Parlato è rimasto nella memoria di tanti favaresi per la sua eleganza, la cordialità e il rapporto mantenuto negli anni con gli ex alunni.

Il cortile di via Margherita, dove visse per gran parte della sua vita e dove morì nel 1999, porta ora il suo nome. Un gesto di memoria che restituisce alla città il ricordo di un maestro che ha contribuito, attraverso la scuola e l’impegno civile, alla crescita di intere generazioni.

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