A Favara l’emergenza idrica sembra non avere fine. I turni, che negli ultimi mesi non sono mai scesi sotto gli otto giorni, questa settimana arrivano anche a dieci.

E mentre a Favara si continua a dire “quannu veni l’acqua”, in altri Comuni della Provincia, serviti dalla stessa azienda AICA, l’acqua viene distribuita due, tre volte alla settimana e in alcune zone addirittura H24. Una differenza che merita una spiegazione.
Prendiamo, come già fatto in altre occasioni, una zona precisa e particolarmente ampia della città: il turno 12. L’ultima erogazione è arrivata martedì 4 agosto, la prossima è prevista giovedì 13 agosto. Fate voi i conti.
Le cause dell’emergenza, chiamiamola così, ci dicono siano state diverse: un problema al potabilizzatore, le perenni rotture della condotta, lavori da parte di Siciliacque e le difficoltà della rete di adduzione. È stata avanzata anche l’ipotesi di possibili allacci abusivi lungo la condotta, ma su questo saranno eventualmente gli accertamenti a stabilire se esista realmente un problema di questo tipo.
Una cosa, però, è certa: l’acqua a Favara continua ad arrivare con una frequenza e una quantità insufficiente. Il Comune ha più volte chiesto ad AICA un aumento della dotazione idrica destinata alla città. Al serbatoio Cartesio, inoltre, arriva anche una quantità aggiuntiva di acqua proveniente dal pozzo comunale nei pressi dello stadio, grazie anche alle iniziative personali portate avanti dal sindaco Antonio Palumbo. Ma viene spontaneo chiedersi: se questi 10-15 litri al secondo aggiuntivi non ci fossero stati, oggi i turni sarebbero arrivati a due settimane?
Consultando i turni pubblicati da AICA relativi ai Comuni servizi, si nota una evidente disparità. A Casteltermini e Aragona risultano due turni alla settimana; a Porto Empedocle tre. A Ribera alcune zone sono servite H24, altre a giorni alterni. A Sciacca risultano tre turni settimanali e a Siculiana due. Per Licata, al momento della consultazione, non risultano turni comunicati nella relativa pagina, mentre per Canicattì è riportata una previsione settimanale. Le cosiddette utenze del Voltano sono in paradiso, l’erogazione è H24: è il caso della vecchia Rendinaria, di Montaperto ed anche per la condotta principale Aragona-Favara.
Situazioni diverse, certamente, perché diverse sono le reti, le fonti e le caratteristiche dei territori. Sarebbe quindi semplicistico mettere sullo stesso piano realtà territoriali diverse. Ma il confronto resta evidente: perché a Favara bisogna aspettare dieci giorni mentre in altri comuni della stessa provincia l’acqua arriva molto più frequentemente?
Non si chiede un trattamento di favore per Favara. Si chiede di conoscere quali siano i criteri con cui AICA distribuisce la risorsa idrica tra i comuni dell’ambito e se la quantità assegnata alla città di favara sia quella dovuta dal contratto, e adeguata alle sue effettive necessità. Perché un guasto può accadere, una condotta può rompersi e un impianto può fermarsi. Ma quando l’emergenza diventa la normalità, qualche domanda bisogna pur farsela.
Favara non chiede privilegi. Chiede acqua. E soprattutto chiede di sapere perché, per averla, debba aspettare dieci giorni mentre altrove i rubinetti possono funzionare anche 24 ore su 24.
