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Favara, salta la seduta del Consiglio comunale sul PEF rifiuti: manca il numero legale. In Aula polemiche su costi, servizio e sul “refuso” della Regione Abruzzo

Si è conclusa con un nulla di fatto la seduta straordinaria e urgente del Consiglio comunale di Favara, convocata ieri sera, 30 luglio, per la presa d’atto del Piano Economico Finanziario (PEF) del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani relativo al periodo regolatorio 2026-2029, validato dall’Ente Territorialmente Competente, e per la conseguente approvazione delle tariffe TARI 2026.

Dopo circa un’ora di discussione, infatti, la seduta è decaduta per mancanza del numero legale, rinviando ogni decisione alla riunione aggiornata, come previsto dalla normativa, a questa sera, venerdì 31 luglio, alle ore 19:30, ultimo giorno utile per l’approvazione del PEF. All’apertura dei lavori, all’appello chiamato dalla presidente Miriam Mignemi, erano presenti quindici consiglieri comunali. Il Consiglio ha dapprima votato gli estremi dell’urgenza, approvati con 13 voti favorevoli e due contrari, espressi dai consiglieri Dalli Cardillo e Montaperto. Ad illustrare il provvedimento è stato il dirigente del settore, architetto Giuseppe Milia, che ha spiegato come l’atto sottoposto al Consiglio fosse sostanzialmente una presa d’atto del Piano Economico Finanziario predisposto dalla società incaricata e successivamente validato dalla SRR.

Nel corso del dibattito sono emerse numerose osservazioni, sia sul contenuto del Piano sia sulla gestione complessiva del servizio. Il consigliere Alessandro Pitruzzella ha puntato l’attenzione sull’elevato costo del servizio, definendolo eccessivo rispetto ai risultati ottenuti. Ha inoltre ricordato come il servizio continui ad essere svolto in regime di proroga, chiedendo fino a quando tale situazione sia destinata a protrarsi. Secondo le previsioni contenute nel PEF, la spesa complessiva arriverà nel 2029 a circa 9,2 milioni di euro. Lo stesso consigliere ha criticato il mancato avvio di un efficace piano di educazione ambientale, tra l’altro indicato nella relazione, finalizzato ad incrementare la raccolta differenziata, che a Favara resta ancora distante dall’obiettivo del 65% fissato dalla legge.

Ma l’intervento di Pitruzzella ha acceso il dibattito soprattutto quando ha evidenziato un passaggio della relazione tecnica nel quale viene citata la “Regione Abruzzo”, anziché la Regione Siciliana di cui il Comune di Favara fa parte. “Ma siamo sicuri che sia la nostra relazione”?, ha affermato il consigliere, sottolineando come il documento, composto da 21 pagine, non sarebbe stato adeguatamente verificato prima della sua trasmissione al Consiglio. Un rilievo che ha suscitato non poco imbarazzo nell’Aula.

La presidente del Consiglio comunale, Miriam Mignemi, ha invece richiamato l’attenzione su un’altra vicenda emersa a seguito di un accesso agli atti effettuato dal consigliere Giuseppe Lentini. Si tratta di presunti errori di fatturazione nei rapporti con la società SEAP relativi al periodo marzo 2020 – febbraio 2025, dai quali sarebbe emersa una differenza di oltre 200 mila euro versati in eccedenza rispetto al dovuto. Secondo quanto riferito in Aula, tali somme non sarebbero state restituite ma dovrebbero essere compensate attraverso ulteriori servizi. La presidente ha quindi chiesto da quali capitoli di bilancio siano state reperite le risorse utilizzate per effettuare quei pagamenti, ricevendo però risposte interlocutorie. Sia il segretario comunale sia il dirigente del settore hanno dichiarato di non essere a conoscenza.

Sulle questioni sollevate è intervenuto il sindaco Antonio Palumbo, il quale ha precisato che l’anomalia nei conteggi è stata rilevata proprio dagli uffici comunali durante le verifiche amministrative.

“È stata formalizzata una contestazione – ha spiegato il primo cittadino – ed è stato raggiunto un accordo di massima che prevede la compensazione attraverso servizi aggiuntivi, anche perché vi era una parte del territorio comunale, la cosiddetta Favara Ovest, che in precedenza non risultava adeguatamente servita, in particolare per quanto riguarda gli interventi di discerbamento”.

Sul Piano Economico Finanziario il sindaco ha ricordato che si tratta di uno strumento basato su previsioni di spesa e ha evidenziato come, dall’insediamento dell’attuale amministrazione, la percentuale di raccolta differenziata sia aumentata di circa 8-10 punti percentuali, raggiungendo oggi oltre il 52%, pur rimanendo ancora al di sotto del 65% previsto dalla normativa. Quanto al riferimento alla Regione Abruzzo contenuto nella relazione, Palumbo ha minimizzato l’accaduto definendolo un semplice “refuso”, spiegando che la società incaricata della redazione del PEF opera contemporaneamente per numerosi Comuni italiani e che un errore materiale di questo tipo può verificarsi. Nel corso del dibattito sono intervenuti anche il consigliere Salvatore Bellavia e la consigliera Carmen Virone, la quale ha chiesto chiarimenti sui ricavi ottenuti dal Comune attraverso la raccolta differenziata.

Con il trascorrere della seduta, però, il numero dei consiglieri presenti è progressivamente diminuito in quanto alcuni hanno man mano abbandonato l’aula. Alla verifica chiamata dal consigliere anziano Rino Castronovo, presidente facente funzioni, solo 12 i presenti in Aula: Castronovo, Bacchi, Maglio, Zambito, Pitruzzella, Nipo, Milazzo, Bellavia, Sanfratello, Virone, Cucchiara, Airò. Presenti che sono diminuiti a soli cinque consiglieri, alla seconda chiamata dopo un’ora. La seduta è stata rinviata a questa sera, 31 luglio, termine ultimo previsto dalla legge per votare il PEF e le tariffe TARI 2026.

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