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Totò Marrone:”Mi dimetto da Presidente ma non da tifoso. Il mio cuore batte sempre gialloblù”

La sua vita ha avuto sempre una colonna sonora fatta di cori da stadio e di rullo di tamburi. Da ragazzo ultras in gradinata nel gruppo “Vecchia Guardia”, da adulto Presidente. Un forte legame con la squadra della propria città ed un cuore che batte sempre gialloblu.
Da ieri, giorno delle elezioni dell’ organigramma della CastrumFavara 2026/2027 non ricoprirà più il ruolo di Presidente e nemmeno altre cariche.

 

Sicilia Target in esclusiva lo ha raggiunto per conoscere cosa c’è dietro a questo clamoroso distacco.
Perché queste dimissioni?
Tengo subito a precisare un concetto-chiave: mi sono dimesso da dirigente, lasciando la carica di Presidente, ma non mi sono dimesso da tifoso. Da imprenditore sosterrò, con una sponsorizzazione della mia azienda ricettiva “Terreforti” gli sforzi immani che un grande gruppo dirigente porta avanti da decenni. La Serie D è un campionato nazionale, ti chiama a dare tanto in termini non solo economici ma soprattutto di tempo ed io con le mie Aziende edili e turistiche non ho il tempo per fare il bene della società. Esco dalla dirigenza ringraziando tutti gli amici e soci con cui abbiamo vissuto bellissimi momenti e condiviso anche sconfitte e delusioni”.

Un giovane Marrone in versione ultrà

Totò Marrone, come saranno le domeniche senza il pallone?
Il pallone ci sarà sempre nella mia vita, e sarò presente al “Bruccoleri” compatibilmente con gli impegni lavorativi. La mia struttura ricettiva ti chiede tempo anche le domeniche ed i festivi, ma quando potrò sarò il primo a tifare dalle tribune con forza il Favara”.

Anche perché a quei gradoni del Comunale di Piana Traversa Totò è stato sempre legato. Da ragazzo a preparare le coreografie in gradinata, ad accendere fumogeni, a lanciare i cori. Da Presidente lo scorso anno, con uno sforzo economico extra dirigenziale insieme al presidente storico Rino Castronovo ha colorato di gialloblu la Tribuna collocando 500 sedili e rendendo elegante il settore coperto dello stadio.

“Ho fortemente voluto la serie D nella mia città -continua Marrone- e sono stato tra quelli che hanno spinto di più per l’ operazione dell’ acquisizione del titolo del Canicattì e della nascita della CastrumFavara. La delusione di non centrare la promozione diretta in campo pur non perdendo nella doppia sfida con il Pompei è stata tanta. Il giorno dopo la cosa più facile era chiudere il sipario dopo aver, per alcuni anni, cercato il primato con uno sforzo economico in Eccellenza non semplice, portando a Favara tecnici e giocatori di categorie superiori. Abbiamo riacceso l’ entusiasmo della tifoseria ed a loro abbiamo permesso in questi due anni di vivere stagioni intensi in serie D, con partite epiche come la vittoria sulla Reggina, il pareggio contro la corazzata Siracusa ed altre imprese. Tanti ricordi in campionato ed in Coppa Italia, con la sfida lo scorso anno nello storico Stadio della Nocerina”.

Marrone con l’ ex direttore sportivo Totò Catania

Ci può essere un ripensamento alla tua decisione? Tanti tifosi ci hanno contattato sperando in Marrone dirigente…
“Nel calcio, che è uno spaccato della vita, non si dice né mai, né sempre. Bisogna prendere le decisioni ponderate e soprattutto dare tutto quando si è nelle condizioni di poterlo fare. A volte certe pause possono essere salutari”.

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