Cresce la preoccupazione a Favara per la temporanea sospensione del servizio di Guardia Medica notturna.
Dopo la denuncia del nostro giornale
https://www.siciliatarget.it/2026/07/13/chiuso-il-presidio-di-guardia-medica-notturna-a-favara-servizio-assicurato-solo-qualche-giorno-la-settimana/ in queste ore registriamo la dura presa di posizione di associazioni, partiti politici, sindacati e cittadini.
A lanciare un nuovo appello alle istituzioni sono i sacerdoti della città e il Consiglio Pastorale Cittadino, che hanno diffuso una lettera aperta rivolta alla cittadinanza, alle autorità sanitarie e agli enti competenti. Nel documento si sottolinea come la possibile interruzione del servizio rappresenti motivo di forte apprensione per una comunità di oltre 30 mila abitanti, nella quale vivono numerosi anziani, persone fragili, malati cronici, bambini e famiglie che, soprattutto nelle ore notturne, necessitano di un’assistenza sanitaria territoriale tempestiva.
I firmatari richiamano il principio sancito dall’articolo 32 della Costituzione italiana, che tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività, evidenziando come un eventuale ridimensionamento dei servizi essenziali rischi di penalizzare soprattutto le fasce più vulnerabili della popolazione e chi non dispone di alternative immediate per ricevere cure.
«Come Chiesa che vive nel territorio – si legge nella lettera – ascoltiamo quotidianamente le fatiche e le paure della gente. Per questo non possiamo rimanere in silenzio davanti a una prospettiva che suscita comprensibile apprensione nell’intera cittadinanza».
Pur evitando ogni tono polemico e senza attribuire responsabilità, sacerdoti e Consiglio Pastorale chiedono alle autorità sanitarie regionali e provinciali, insieme ai rappresentanti delle istituzioni, di individuare con urgenza tutte le soluzioni necessarie per garantire la continuità del servizio di Guardia Medica notturna nel Comune di Favara.
L’appello si estende anche alle forze sociali, culturali, politiche e associative della città, invitate a fare fronte comune su una questione definita di interesse collettivo. «La salute delle persone – evidenziano i firmatari – non può diventare terreno di contrapposizione, ma rappresenta un bene comune che merita di essere custodito con ogni mezzo».

Nella parte conclusiva della lettera viene rivolto un appello anche al Prefetto di Agrigento, affinché si faccia interprete delle preoccupazioni della comunità favarese presso le autorità competenti, sostenendo ogni iniziativa utile a garantire un presidio sanitario ritenuto essenziale per la tutela della salute e della sicurezza dei cittadini.

