HomeAltre notizieÈ morto Mario Possamai, ex allenatore del Favara Anni 80

È morto Mario Possamai, ex allenatore del Favara Anni 80

È arrivato a Favara nei primi anni Ottanta per guidare i biancazzurri della storica Unione Sportiva nel difficile campionato di Serie D. Mario Possamai, con il suo accento veneto mai abbandonato, nonostante la lunga permanenza in terra marsalese.

Per i tifosi favaresi era un Gigante buono, sempre disponibile con i tifosi, che spesso incontrava all’ interno dell’ Oasi Bar, storico ritrovo del tifo organizzato favarese.

Mario Possamai mentre saluta al Cadtello nel 2013 le vecchie glorie del calcio favarese

Dopo gli allenamenti lo vedevi giocare a carte con giocatori e dirigenti con un bicchierino di liquore sempre vicino, per non tradire la sua origine veneta. Si è spento oggi,  all’età di 83 anni, lasciando un ricordo profondo tra gli sportivi ed i tanti compagni di squadra o giocatori con cui ha condiviso campo e spogliatoio. Sui social arrivano già i primi ricordi, come quelli del portiere Baldo Nastasi o, dalla sua Lipari, del numero sette del Favara delle meraviglie Pippo Maniscalco, ricordato ancora oggi da tantissimi a Favara con il soprannome di “cavallo pazzo”.

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A darne il triste annuncio sono state la moglie Giovanna e le figlie Samantha e Viola. La camera ardente è stata allestita presso la Funeral Home di Largo Sansone, in zona Porticella, mentre le esequie saranno celebrate domani, 8 luglio, alle ore 16:30 nella Chiesa Madre di Marsala.
Originario di Vidor, in provincia di Treviso, Possamai arrivò in Sicilia da giovane e trovò a Marsala la città che sarebbe diventata la sua casa. Con la maglia azzurra costruì una carriera di grande valore, collezionando 195 presenze tra Serie C e Serie D e realizzando 21 reti. Numeri che raccontano soltanto in parte il contributo offerto al club, grazie alle sue qualità tecniche, alla dedizione e al forte senso di appartenenza.
Terminata l’attività agonistica, continuò il proprio percorso nel mondo del calcio assumendo il ruolo di allenatore di diverse squadre, e tra queste il Favara del Presidente Filippo Lentini. Anche dalla panchina mise la propria esperienza al servizio della società, contribuendo alla crescita di tanti giovani calciatori e trasmettendo i valori della correttezza, dell’impegno e del rispetto.

Per tifosi e amici era conosciuto come detto, il “gigante buono”, un soprannome che rifletteva la sua personalità: una persona disponibile, umile e generosa, sempre pronta a offrire sostegno e consigli. La sua figura è rimasta un punto di riferimento per diverse generazioni di appassionati, conquistando la stima di compagni, dirigenti, avversari e sostenitori.
Negli ultimi anni aveva affrontato una grave malattia con grande riservatezza e determinazione, mantenendo fino all’ultimo quella forza d’animo che lo aveva sempre contraddistinto.

Possamai davanti all’ Oasi Bar di Favara mentre saluta i suoi vecchi tifosi

A Favara era venuto nel settembre 2013 partecipando ad una grande rimpatriata di ex allenatori e giocatori protagonisti di ben 40 anni di storia del pallone favarese. Aveva riabbracciato i suoi ragazzi al Castello Chiaramonte e anche diversi importanti tecnici, come Angelo Busetta, Basilio Foti e Gaetano Longo. Poi un pranzo all’ Istituto Alberghiero con il taglio della torta ed il ritorno in panchina per la “Partita del Cuore”, gara solidale per l’ acquisto di un defibrillatore da destinare al “Bruccoleri”.

Quel giorno volle ritornare al Bar Oasi, e fu una grande rimpatriata con sportivi e tifosi.

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