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A Licata un nuovo polo per la comunità: il Complesso Parrocchiale Santa Barbara tra innovazione architettonica e rigenerazione urbana

Un’architettura che interpreta la tradizione del sacro con un linguaggio contemporaneo, trasformando un quartiere periferico in un nuovo luogo di incontro e di identità collettiva. È il Complesso Parrocchiale Santa Barbara di Licata, firmato dagli architetti Francesco Lipari, Lillo Giglia e Giuseppe Conti, un progetto che coniuga ricerca progettuale, qualità dello spazio pubblico e funzione liturgica

I tre progettisti con Mons. Alessandro Damiano nel giorno dell’ inaugurazione

Realizzato su un lotto di 5.700 metri quadrati, il complesso si sviluppa attorno all’aula liturgica di 963 metri quadrati, cuore simbolico e compositivo dell’intervento. A completare il programma funzionale sono gli spazi dedicati al ministero pastorale, estesi su 557 metri quadrati, e la casa canonica di 162 metri quadrati, collocati lungo il margine nord-orientale dell’area per definire un impianto ordinato e lasciare alla chiesa e alla piazza il ruolo di fulcro della vita comunitaria.

La forza del progetto risiede nella capacità dei progettisti di reinterpretare i principi del modernismo organico senza cedere alla citazione. Il richiamo ad Alvar Aalto emerge nella continuità delle superfici, nelle pareti curve e nella copertura fluida, ma viene rielaborato attraverso una sensibilità mediterranea che restituisce un’architettura originale, dove il volume sembra modellato dalla luce.

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L’edificio sacro si presenta come un volume bianco, essenziale e plastico, nel quale la luce naturale diventa materia progettuale. Una trama di aperture quadrate di diverse dimensioni perfora l’involucro, evocando la lezione di Le Corbusier e della cappella di Notre-Dame-du-Haut, senza mai rinunciare a una cifra espressiva autonoma. All’interno, la luce diffusa accompagna il percorso liturgico e costruisce uno spazio di raccoglimento affidato quasi esclusivamente all’architettura.

Il valore dell’intervento, tuttavia, va oltre la qualità compositiva. In un’area urbana caratterizzata dalla carenza di spazi pubblici e servizi, il nuovo complesso assume il ruolo di catalizzatore della vita sociale. La piazza antistante, gli ambienti pastorali e la stessa organizzazione degli edifici disegnano una nuova centralità, capace di favorire relazioni, inclusione e partecipazione, confermando come l’architettura possa essere uno strumento di rigenerazione urbana oltre che un’espressione culturale.

Un risultato reso possibile anche grazie a una committenza che ha scelto di investire sulla qualità del progetto. La realizzazione del Complesso Parrocchiale Santa Barbara è stata infatti sostenuta dalla Conferenza Episcopale Italiana, attraverso i fondi dell’8xmille alla Chiesa Cattolica, con la committenza dell’Arcidiocesi di Agrigento e della Parrocchia Santa Barbara di Licata. Un esempio concreto di come il sostegno delle istituzioni ecclesiali, unito alla visione dei progettisti, possa dare vita a un’opera destinata a lasciare un segno duraturo nel paesaggio urbano e nella vita della comunità.

Il nuovo complesso, arricchito da tante opere di Giuseppe Agnello, non rappresenta soltanto un luogo di culto, ma un’architettura che restituisce valore allo spazio pubblico, dimostrando come la qualità del progetto possa diventare motore di trasformazione sociale e urbana.

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