HomeAltre notizieDon Davide Burgio:"Ecco cosa resta a Lampedusa della visita del Papa"

Don Davide Burgio:”Ecco cosa resta a Lampedusa della visita del Papa”

Taccuino di viaggio: Don Davide Burgio, parroco della Chiesa S.S. Pietro e Paolo di Favara,  ci racconta le “pagine chiare e le pagine scure” scritte sul fronte migratorio nel cuore del Mediterraneo 
di Don Davide Burgio

Mentre la nave si appresta a lasciare Lampedusa e le casucce colorate, il blu del mare si confonde con il cielo. E della giornata storica di oggi, come cantava Francesco de Gregori ” qualcosa rimane dalle pagine chiare e le pagine scure”.
Ci resta il chiaro della fermezza di una Chiesa stretta al suo Pastore che ancora una volta non considera statistiche o algoritmi, ma mette l’uomo al centro, sospinta dal passo del Vangelo “ero forestiero e mi avete accolto” .

E la pagina chiara di Moussa, giovane migrante che venerdì sera ha raccontato la sua storia e alla domanda se crede che l’Italia sia un popolo razzista, ha risposto “la speranza mi invita a dire no”. La pagina chiara dei tanti volontari senza nome ma con un grande coraggio, una disarmante fede; non vedremo i loro selfie mentre salvano una vita, hanno capito, diversamente da tanti altri, che certi scatti vanno custoditi nel cuore. La pagina chiara della Chiesa agrigentina, che da anni si sforza di essere il buon Samaritano del Mediterraneo.


Poi ci sono le pagine scure, con un’Europa che ha smarrito la sua identità e sembra indifferente al grido di aiuto di questa umanità. La culla della civiltà trasformata in cimitero e quella porta d’Europa che guarda non solo al mare ma anche alle nostre coscienze.


E alla fine ci siamo noi, quelli che hanno scelto da che parte stare e che quando sentiremo dire, ancora, “prima gli italiani, risponderemo:”Sì prima gli italiani che sanno accogliere!”.

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