L’interrogativo del titolo nasce prendendo in prestito e parafrasando la celebre frase di Don Abbondio ne I Promessi Sposi, dove Carneade, illustre filosofo greco, viene definito dal pavido curato come uno sconosciuto: “Carneade! Chi era costui?”. Da allora, nell’immaginario collettivo, un “carneade” è diventato il simbolo di una persona sconosciuta, anonima, di cui nessuno riesce a identificarne il ruolo o l’importanza.
Nel caso specifico, “Il Centrodestra di Favara: chi è costui?” è la domanda che molti si sono posti dopo la diffusione di un comunicato, ripreso anche dal nostro giornale (LEGGI QUI), nel quale un generico “centrodestra” attaccava l’amministrazione comunale sui temi dei rifiuti e del cimitero.

Ci scrive, ad esempio, Salvatore Di Naro, già presidente del Consiglio comunale di Favara: “Invece di scrivere i partiti del centrodestra, non sarebbe meglio elencare i nomi dei consiglieri?… Sono proprio curioso di saperlo”. E ancora, in un successivo messaggio: “Caro direttore, in punta di piedi ti chiedo che secondo me sarebbe cosa buona e giusta elencare tutti i nomi dei consiglieri che appartengono al centrodestra e che hanno presentato il conto dopo quasi cinque anni al sindaco. Solo curiosità, nulla di personale contro nessuno. Sinceramente non capisco più qual è la destra e cosa significa essere di sinistra. Scusate la mia ignoranza”.
In verità, anche noi, appena ricevuto il comunicato, abbiamo posto la stessa domanda. Abbiamo chiesto come mai il documento non fosse firmato da una o più persone fisiche, ma soltanto da un generico “centrodestra”. Abbiamo contattato alcuni esponenti politici che ci hanno confermato come il documento fosse stato condiviso dai responsabili dei partiti e da alcuni consiglieri comunali. Bene. Ma allora perché non scriverlo chiaramente? Perché non indicare i nomi, i cognomi e, magari, anche il ruolo di chi ha deciso di sottoscrivere quel documento? Perché lasciare aperto l’interrogativo: “Chi è costui?”.
La questione non è affatto marginale. In politica le idee sono importanti, ma altrettanto importante è sapere chi quelle idee le sostiene e soprattutto chi se ne assume la responsabilità davanti ai cittadini. Un comunicato firmato in maniera così generica, rischia inevitabilmente di apparire come un documento senza volto, senza un interlocutore preciso, senza qualcuno disposto a metterci la faccia.
Anche perché il centrodestra favarese non è certo una realtà monolitica. Al suo interno convivono partiti, movimenti, sensibilità e consiglieri comunali che negli ultimi anni hanno spesso assunto posizioni differenti, talvolta anche divergenti. C’è chi è rimasto costantemente all’opposizione, chi ha dialogato con l’amministrazione, chi ha votato alcuni provvedimenti e chi altri li ha contestati duramente. Parlare genericamente di “centrodestra” rischia quindi di appiattire una realtà politica ben più articolata.
Per questo la richiesta di chiarezza avanzata da diversi cittadini appare tutt’altro che pretestuosa. Siamo ormai in una fase politica che guarda inevitabilmente alle prossime scadenze elettorali. È normale che le forze di opposizione alzino il livello del confronto e presentino il conto all’amministrazione uscente. Fa parte della dialettica democratica. Ma proprio perché si apre una nuova stagione politica, gli elettori meritano di sapere chi sono gli uomini e le donne che intendono rappresentare un progetto alternativo.
Non si tratta di alimentare polemiche personali, né tantomeno di stilare elenchi per soddisfare semplici curiosità. In fondo la domanda resta la stessa con cui abbiamo iniziato questo editoriale: il Centrodestra di Favara, chi è costui? Sarebbe auspicabile che fossero gli stessi protagonisti della vita politica cittadina a sciogliere definitivamente questo interrogativo.
