«Lampedusa è sempre stata segno di accoglienza. È sempre stata Porto Salvo, salvezza per tanti. Ma accoglienza non è solo salvare fisicamente: significa riconoscere e salvaguardare la dignità di ogni persona che si salva».
Con queste parole l’arcivescovo di Agrigento, mons. Alessandro Damiano, ha sintetizzato il significato della visita che domani Papa Leone XIV compirà a Lampedusa.
L’arcivescovo, nel corso di una conferenza stampa (nella foto), ha spiegato che si tratta della seconda visita di un Successore di Pietro sull’isola e che esiste un filo conduttore che la unisce a quella di Papa Francesco: l’attenzione al popolo in cammino. Un’espressione che, ha precisato, non può essere ridotta alla sola parola “migranti”, perché si rischia di trasformare persone in una categoria indistinta.
«Riassumere il popolo in cammino con il termine migranti rischia di farci dimenticare che si tratta di uomini e donne con le loro storie, le loro relazioni, i loro sentimenti e i loro affetti. Prima di catalogarli è necessario guardarli negli occhi», ha affermato mons. Damiano.
Richiamando la vocazione storica dell’isola, l’arcivescovo ha ribadito che Lampedusa continua a essere un luogo simbolo di accoglienza, non soltanto perché offre approdo e salvezza, ma perché è chiamata a custodire la dignità di ogni persona. «Questa visita è una visita profetica – ha concluso mons. Damiano – non nel senso di chi prevede il futuro, ma di chi legge il presente con gli occhi di Dio».
Per il pellegrinaggio di Papa Leone XIV a Lampedusa sono attese circa 10.000 persone.
