HomePoliticaIl Consiglio comunale di Favara e gli "indigesti" debiti fuori bilancio

Il Consiglio comunale di Favara e gli “indigesti” debiti fuori bilancio

Ancora una volta non trova spazio in Consiglio comunale la trattazione di alcuni debiti fuori bilancio inseriti all’ordine del giorno per il loro riconoscimento.

I consiglieri comunali non li vogliono proprio trattare e, come è accaduto in altre sedute precedenti, anche nell’ultima riunione dell’altro ieri, appena è arrivato il momento della discussione, diversi consiglieri sono usciti dall’aula e la saluta è caduta per mancanza di numero legale.

La discussione in aula era ripresa, dopo la caduta della seduta la sera precedente, sempre per mancanza di numero legale, con l’approvazione del  “Regolamento sulle modalità operative per la verifica a campione delle dichiarazioni sostitutive” e, dopo aver prelevato e discusso il punto sulla interrogazione relativa allo stato di attuazione degli interventi con fondi PNRR e opere pubbliche di edilizia scolastica, asilo nido, infrastrutture e fruibilità delle opere (di cui parliamo in dettaglio in altro articolo), la seduta è caduta per mancanza di numero legale.

Erano sette i debiti fuori bilancio che dovevano essere trattati e riconosciuti, praticamente una mera formalità in quanto tutti gravati da sentenza da parte del tribunale, debiti relativi, quasi tutti, al rimborso di spese legali in favore degli avvocati di alcuni cittadini che avevano proposto ricorso relativamente al pagamento di alcune cartelle per tributi locali non dovuti, ricorsi vinti dai cittadini per cui il Comune è stato anche condannato al pagamento delle spese legali. Ma niente da fare, come “da tradizione” la seduta è caduta per mancanza di numero legale.

Il mancato riconoscimento del debito, naturalmente, non blocca il pagamento ma lo ritarda, esponendo l’Ente anche a sanzioni o ulteriori conseguenze legali. Il riconoscimento del debito fuori bilancio derivante da sentenza (ai sensi dell’art. 194, comma 1, lett. a del TUEL (Testo Unico Enti Locali) è, infatti, un atto vincolato. Il Consiglio non ha discrezionalità: deve approvarlo per regolarizzare i conti. Se il Consiglio non tratta la pratica, il creditore può comunque attivare, come succede,  il pignoramento delle somme comunali non vincolate presso la banca che gestisce la Tesoreria comunale. La mancata approvazione può comportare anche delle sanzioni agli amministratori da parte della Corte dei Conti.

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