Chissà se Napoleone Bonaparte avrebbe apprezzato l’accostamento del proprio nome a un ragno. Bello sì, il ragno, ma pur sempre di un piccolo invertebrato si tratta!
Il nome scientifico assegnato a tale specie è Synema globosum mentre il nome comune attribuitogli è “ragno napoleone” per via del disegno che le femmine riportano sul dorso dell’addome che richiama la siluette del busto dell’imperatore corso col suo caratteristico bicorno, il copricapo con cui è stato spesso ritratto. Tale disegno di colore nero risalta su un vivace fondo di colore giallo o rosso-arancio. I maschi invece, molto più piccoli delle femmine (2-4 mm contro 7-8 mm,) sono quasi totalmente di colore nero.
Il ragno napoleone, fa parte di un raggruppamento sistematico accumunato da simili strategie di caccia nonché dall’aspetto e dal modo di spostarsi che ricorda i granchi e, pertanto, detti “ragni granchio”. Seppure producano seta non costruiscono ragnatele ma la usano per costruire rudimentali tane o per spostarsi da un rametto all’altro. La loro tecnica di caccia consiste nel tendere agguati nascondendosi opportunisticamente tra i fiori e attendendo gli insetti che vi si posano alla ricerca di polline e nettare. Grazie al sistema visivo basato su ben otto piccoli occhi e quattro delle complessive otto zampe che tilizzano per trattenere la preda, riescono a catturare animali anche di dimensioni notevolmente più grandi di loro, balzando rapidamente sui malcapitati e iniettando un veleno che li immobilizza e ne rende liquidi i tessuti interni che in seguito verranno succhiati.
Le foto si riferiscono a due femmine delle due diverse colorazioni e ad un maschio che ha predato una piccola vespa. Nello specifico, la femmina di colorazione gialla sta su una infiorescenza di Origano mentre quella di colorazione rossa si trova su un’infiorescenza di Prezzemolo.
