Si è conclusa nella suggestiva cornice del Castello Chiaramonte la 28ª edizione della Sagra dell’Agnello Pasquale – “L’oro di Favara tra arte e identità”, manifestazione che per quattro giorni ha celebrato una delle eccellenze dolciarie più rappresentative del territorio, intrecciando cultura, tradizioni, arte, religiosità e valorizzazione delle radici locali.
La giornata conclusiva ha assunto un significato ancora più speciale poiché coincisa con la Giornata dei Castelli Siciliani, offrendo l’occasione per riscoprire il Castello Chiaramonte, autentico gioiello medievale e cuore pulsante delle attività culturali cittadine. L’antico maniero si è trasformato in un luogo di incontro e condivisione, capace di raccontare la storia e l’identità di Favara attraverso esperienze, degustazioni e momenti di approfondimento.
Accanto al protagonista indiscusso della manifestazione, l’Agnello pasquale, raffinato dolce a base di mandorla e pistacchio simbolo della tradizione favarese, grande interesse ha suscitato anche il “pani cunzatu”, protagonista di un coinvolgente laboratorio esperienziale dedicato al percorso che conduce dal grano al pane. A guidare l’iniziativa è stato l’agricoltore e scrittore Tony Rocchetta, che ha accompagnato i presenti alla scoperta delle antiche pratiche agricole e della cultura cerealicola siciliana, valorizzando il legame profondo tra terra, lavoro e alimentazione.
Molto partecipato anche il talk gastronomico con lo chef Giuseppe Moscato, che ha offerto spunti e riflessioni sulla valorizzazione delle produzioni locali e sulla cucina identitaria. Apprezzati gli interventi di Grazia Pecoraro, direttrice editoriale di VGS Libri e Angela Roberto, presidente dell’Archeoclub Agrigento. Ad impreziosire il castello l’esposizione dei quadri di Amalia Russello e dei suoi artisti, che hanno contribuito ad arricchire il dialogo tra cultura, arte e tradizioni.
Tra i momenti più emozionanti della giornata, la singolare performance “medievale” realizzata dai bambini della scuola dell’infanzia “Hakuna Matata”. Con costumi e ambientazioni ispirati ai Chiaramonte, i piccoli protagonisti hanno animato il Castello Chiaramonte, facendo rivivere atmosfere d’altri tempi e regalando al pubblico un’esperienza ricca di entusiasmo, colore e emozione. L’assessore comunale alla cultura, Carmen Lo Presti, e quello all’agricoltura e attività produttive Angelo Airò Farulla, hanno sottolineato il valore della manifestazione quale strumento di promozione del patrimonio materiale e immateriale della città.
Un riconoscimento particolare è stato rivolto al dirigente comunale Giacomo Sorce, vera anima organizzativa e curatore dell’intero progetto “Sagra”, che ha saputo coordinare un programma articolato, capace di mettere in rete istituzioni, associazioni, operatori culturali e realtà del territorio, “Lavoro reso possibile – ha tenuto a sottolineare il dirigente – grazie alla dedizione del responsabile del servizio Carmelo Bellavia, e all’abnegazione, entusiasmo ed impegno dello staff di Urban center e del castello”. I quattro giorni di “Sagra” hanno avuto anche momenti di spettacolo musicale, cabarettistico e folklorico presentati da Giusy Moscato.
L’edizione 2026 della Sagra dell’Agnello Pasquale conferma la capacità di Favara di raccontare la propria identità attraverso i suoi sapori, la sua storia e le sue tradizioni. Una festa che quest’anno è stata destagionalizzata facendola coincidere le celebrazioni dedicate al patrono Sant’Antonio da Padova, la cui festività liturgica si celebra il 13 giugno, rafforzando ulteriormente il legame tra fede, comunità e patrimonio culturale, come più volte evidenziato dall’arciprete don Nino Gulli.
