Le belle giornate ed il mare piatto fanno già registrare l’afflusso, in concomitanza anche con fine delle lezioni scolastiche, sulle coste agrigentine di centinaia di bagnanti. Nel weekend scorso tutto gli arenili, da Licata a Sciacca sono stati presi letteralmente d’assalto, con gente di ogni età in cerca di sole, dopo uno degli inverni caratterizzati da continue piogge e temporali. Ma sotto l’ ombrellone o al sole diretto quali sono i rischi per la nostra salute? Ne abbiamo parlato con il dermatologo agrigentino Carmelo Sgarito (nella foto).

Dottor Sgarito, perché si parla sempre più spesso di melanoma tra gli under 50?
“Il melanoma è uno dei tumori cutanei la cui incidenza è in costante aumento, soprattutto tra i giovani adulti. Uno dei principali fattori di rischio è rappresentato dalle scottature solari subite durante l’infanzia e l’adolescenza, periodi nei quali la pelle è particolarmente vulnerabile ai danni provocati dai raggi ultravioletti”.
Quanto incidono le scottature sul rischio di sviluppare un melanoma?
“Molto più di quanto si pensi. Secondo i dati dell’American Academy of Dermatology, cinque o più scottature con comparsa di vesciche tra i 12 e i 25 anni aumentano il rischio di melanoma fino all’80% e quello di altri tumori cutanei fino al 68%. Anche poche scottature importanti possono lasciare un segno permanente”
Perché i danni del sole possono manifestarsi dopo molti anni?
“L’esposizione ai raggi UV provoca alterazioni del DNA delle cellule della pelle. Se questi danni non vengono completamente riparati dall’organismo, possono trasformarsi nel tempo in mutazioni responsabili dello sviluppo di tumori cutanei. La pelle, in un certo senso, conserva la memoria delle aggressioni ricevute durante l’infanzia e l’adolescenza.”
Quali sono gli errori più comuni che le persone commettono durante l’esposizione al sole?
“Sono diversi e spesso sottovalutati. Il primo è credere che esista un modo sicuro per abbronzarsi. In realtà l’abbronzatura è già una risposta difensiva della pelle a un danno provocato dai raggi UV”
La crema solare è sufficiente a proteggerci?
“La protezione solare è fondamentale ma non garantisce una protezione totale. Non deve essere considerata un lasciapassare per esporsi al sole senza limiti o nelle ore più calde della giornata.”
Chi ha la pelle scura o è già abbronzato può sentirsi al sicuro?
“Assolutamente no. Anche la pelle più scura può subire danni al DNA cellulare e sviluppare melanoma. Il rischio è inferiore rispetto alle pelli molto chiare, ma non è affatto assente”.
Molti riutilizzano le creme dell’estate precedente. È corretto?
“No. Dopo l’apertura, l’efficacia delle creme solari tende a ridursi e generalmente non supera i dodici mesi. Utilizzare prodotti scaduti o conservati male può compromettere la protezione”.
Cielo nuvoloso e vento possono far abbassare la guardia?
“È un errore frequente. I raggi UV attraversano facilmente le nuvole e possono provocare scottature anche nelle giornate apparentemente meno soleggiate”
Anche gli occhi devono essere protetti?
“Certamente. Il melanoma può colpire anche le strutture oculari. È importante utilizzare occhiali da sole certificati con protezione UV al 100%”.
Le creme doposole possono riparare i danni provocati dal sole?
“No. Possono alleviare rossore, bruciore e disidratazione della pelle, ma non sono in grado di correggere i danni al DNA causati dai raggi ultravioletti”.
Qual è il consiglio più importante per la prevenzione?
“Sottoporsi a una visita dermatologica prima della stagione estiva e a controlli periodici, almeno una volta all’anno, con mappatura dei nei. È inoltre fondamentale osservare la propria pelle e segnalare tempestivamente eventuali cambiamenti di colore, forma, dimensione o la comparsa di nuove lesioni”.
Un ultimo messaggio ai lettori?
“La prevenzione resta l’arma più efficace contro il melanoma. Evitare le scottature fin dall’infanzia, proteggersi correttamente dal sole e non trascurare i controlli dermatologici può fare la differenza tra una diagnosi precoce e una malattia più difficile da curare”.
