Da oggi in libreria il nuovo lavoro del giornalista e scrittore agrigentino, che ripercorre la storia del direttore della Banca Popolare Sant’Angelo, originario di Favara ed ucciso a San Leone nell’estate del 1990
E’ il 18 luglio del 1990. Nelle radio impazza ancora “Notti Magiche” di Edoardo Bennato e Gianna Nannini ed ad Agrigento, come del resto in tutta Italia, nei balconi ancora ci sono appesi i Tricolori che hanno accompagnato gli Azzurri nel Mondiale di Italia 90.

Sembra un giorno come gli altri a San Leone, dove la gente è al mare o chiusa a casa per proteggersi dal sole cocente. Ed invece è un giorno che entrerà nella storia della città. In via Gela, nella “bretella”che collega il Villaggio Peruzzo con la centralissima via dei Giardini viene ucciso Giuseppe Tragna, favarese, 49 anni, sposato e padre di due figli, direttore di filiale della Banca Popolare Sant’Angelo. Si stava recando a casa, per raggiungere la famiglia, quando alcuni sicari lo freddarono. Perchè fu ucciso un uomo perbene, come lo ricorda la gente e come lo definivano i clienti della banca? Tragna aveva una sola “colpa” e doveva scontarla con una inaudita violenza criminale: non si era piegato a Cosa Nostra e non voleva essere compiacente ad alcune manovre finanziarie e bancarie dell’organizzazione malavitosa.
Il suo omicidio fece parlare una Italia intera per la brutalità di esecuzione. Ma quell’uomo dopo la morte fu “infangato” con accuse ed illazioni infamanti, tirate in ballo ad arte per depistare le indagini ed i processi.
Tra i primi ad arrivare sul posto del delitto ci fu il giornalista agrigentino Carmelo Sardo, all’epoca cronista di nera e giudiziaria di Teleacras. Sardo arrivò in via Gela insieme all’operatore di ripresa Angelo Incorvaia e raccontò subito il contesto in cui nacque quell’esecuzione di preciso stampo mafioso.
A distanza di oltre 35 anni Sardo vuol dare i giusti meriti alla figura di quel direttore di banca onesto e preciso nel lavoro, affettuoso con moglie, figlie e conoscenti, con la pubblicazione del libro “L’ultima estate di un uomo perbene. Una storia dimenticata, una verità negata”, stampato da Zolfo Editore.
Il libro esce oggi in tutte le principali librerie italiane e già si preannuncia, per il tema affrontato, un successo, come gli altri libri dello scrittore-giornalista, autore di “Vento di Tramontana”, “Malerba”, “Cani senza padrone”, “Dove non batte il sole” e “Le notti senza memoria”.
“Il libro racconta la storia dolorosa e potente di Giuseppe Tragna – ci dice Carmelo Sardo– e vuole fare luce su una delle pagine più oscure e dolorose della Sicilia dei primi anni Novanta. Solo dopo una lunghissima e logorante battaglia giudiziaria portata avanti con coraggio dalla moglie Mariella e dai figli, Gero e Ilaria, la famiglia riuscirà a smontare le accuse e a far riconoscere Giuseppe Tragna come vittima innocente di mafia”.
