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Agrigento: stasera ultimi comizi. La città si prepara a scegliere il Sindaco tra inchieste, veleni ed aspettative

Sarà la consueta Porta di Ponte a vedere calare il sipario, entro la mezzanotte, sulla campagna elettorale in vista del turno di ballottaggio che vedrà gli agrigentini al voto domenica e lunedì per la scelta del proprio sindaco.

Alle 20.30 sul palco salirà il candidato di una parte del centrodestra Dino Alonge e alle 22.00 il candidato della sinistra  Michele Sodano. E poi in città calerà il silenzio pre-voto con il divieto assoluto di svolgere pubblicamente attività propagandistica.

Agrigento si appresta a recarsi alle urne al termine di una campagna elettorale vissuta tra inchieste, veleni, fuochi incrociati, accuse ed illazioni più che su programmi e progetti sul futuro della città. Le polemiche hanno occupato in gran parte l’agenda politica dei candidati, con una campagna elettorale che ormai corre più sui social che per le strade ed i quartieri.

Ma il voto di domenica e lunedì è importantissimo, non solo per il capoluogo stesso ma per l’ intera Provincia. Perché quando si elegge un Sindaco di una città capoluogo le aspettative coinvolgono anche chi non potrà votare perché non residente e quindi non avente diritto. Ma un capoluogo ogni giorno è frequentato anche da pendolari, studenti fuori sede, lavoratori impiegati nel tantissimi uffici. Persone che utilizzano servizi e strutture pubbliche come i mezzi di trasporto, i (pochi) servizi igienici, i parcheggi, il piano traffico. Per non parlare, nella stagione estiva, delle migliaia di persone forestiere che affollano i lidi e che ogni giorno giudicano la Città che li ospita per la pulizia, il verde pubblico, la viabilità, i servizi, i cartelloni culturali e di spettacolo.

E poi c’è la gestione di quartieri ed aree dove vi abitano persone non residenti nelle seconde case o dove hanno attività commerciali. È il caso di Zingarello, Cannatello, Le Dune e San Leone, dove centinaia di famiglie favaresi e di altri paesi vi abitano nel periodo estivo, pagano tributi locali, chiedono pulizia, strade senza buche e discariche, acqua, ma non possono scegliere il proprio rappresentante. O come la zona Industriale dove ditte di proprietà di cittadini di Aragona, Favara e di altri paesi hanno i propri capannoni e chiedono infrastrutture e servizi in cambio del gettito fiscale che versano nella casse del capoluogo. Insomma è un voto che non appartiene solo a chi risiede nel Cap 92100 ma ha un raggio di interessa maggiore.

Eleggere un Sindaco di un capoluogo è come scegliere un amministratore che ha il compito di trasmettere all’esterno la migliore immagine della propria città e farla diventare anche modello per i paesi periferici. Agrigento ha sprecato la storica “carta” che ha avuto come Capitale della Cultura, nomina-boomerang che l’ha decapitata per le continue e clamorose brutte figure agli occhi di tutti, residenti, forestieri e turisti. A Palazzo dei Giganti chi andrà a sedersi, sia nella sala del Governo che nell’Aula “Sollano” deve preoccuparsi di riempire di contenuti l’albo pretorio con determine e delibere che portino in alto la città, per uscire dalle emergenze quotidiane, per dare un quid in più rispetto alla noiosa e male gestione dell’ ordinaria amministrazione.

Non c’è più tempo di riempire le cronache dei giornali per fatti e vicende di carattere giudiziario, con protagonisti deputati e corte al seguito. Bisogna andare alle urne per scegliere chi ha le idee più chiare ed i programmi più fattibili per la città e non chi, invece di chiedere il consenso per se stesso, denigra l’ avversario di turno. Ed il comizio di stasera sarà per Alonge e Sodano l’ ultima chance per parlare agli occhi e al cuore dei propri concittadini  e dire come vogliono e con chi vogliono governare Palazzo dei Giganti.

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