Arancino o arancina? E’ questo l’eterno dilemma, non solo dei siciliani, sull’esatta denominazione dell’eccellenza gastronomica, simbolo stesso della Sicilia. Ma c’è anche una terza denominazione che metterebbe fine alla diatriba
Con il suo libro “Il sole da mangiare. Da principe delle tavole dei nobili a re dello street food”, Calogero Matina, storico dell’alimentazione e docente di enogastronomia, prova a mettere un punto alla disputa che da sempre infiamma la Sicilia, alla contesa che negli anni ha coinvolto persino l’Accademia della Crusca, chiamata ad esprimersi sul corretto nome della pietanza da street-food più celebre dell’Isola.
Il libro sarà presentato mercoledì 20 maggio a Favara alle ore 17.30 al Castello Chiaramonte. L’autore insieme alla giornalista Carmen Greco cercherà di dare delle risposte, ma anche formulare interrogati diversi del semplice arancino o arancina?. “Ma se la domanda fosse quella sbagliata? – si chiede Matina – Se, invece di dividerci sul “genere”, provassimo a risalire all’origine di questa prelibata preparazione, simbolo indiscusso della gastronomia isolana?”

E se ci fosse una terza via!? Bisogna tornare indietro nel tempo, nel 1857 quando Giuseppe Biundi nel suo dizionario, compare ila parola “arancinu” anche se in una versione dolce. Questo lo spirito che anima la “Confraternita dell’arancinu”, nata nel 2025 da un’idea del Maestro di cucina Domenico Privitera (che firma una delle prefazioni al libro) per mettere pace allo storico braccio di ferro tra Sicilia occidentale e orientale
L’incontro di mercoledì prossimo verterà proprio su questa ed altre tematiche. Calogero Matina, infatti, intende creare un ponte tra la Sicilia orientale e quella occidentale, puntando i riflettori sull’origine della prelibata pietanza, scrigno e custode di una tradizione millenaria e simbolo indiscusso della gastronomia isolana
