A poco meno di un anno dal suo trasferimento a Sciacca, dove oggi ricopre il ruolo di arciprete, don Calogero Lo Bello, originario di Naro, è tornato nella “sua” Favara, comunità alla quale resta profondamente legato dopo gli anni trascorsi come vice parroco e parroco della Chiesa dell’Itria e come seminarista nella chiesa di San Calogero.
Il ritorno è avvenuto ieri, 13 maggio, in occasione della memoria liturgica della Beata Vergine Maria di Fatima, ricorrenza che ricorda la prima apparizione mariana avvenuta il 13 maggio 1917 a Cova da Iria, in Portogallo, ai tre pastorelli Lucia, Francesco e Giacinta. Per l’occasione don Calogero ha celebrato la Santa Messa nella suggestiva chiesetta della Grazia Lontana, considerata da molti la “piccola Lourdes” di Favara, luogo di grande devozione mariana aperto ai fedeli soltanto durante il mese di maggio.
Ad accogliere padre Calogero le socie del Centro “renato Guttuso” di cui è la guida spirituale, e tantissimi parrocchiani. Durante l’omelia, concelebrata con don Maurizio mangione attuale parroco dell’Itria, l’arciprete di Sciacca, che domani festeggerà i suoi 13 anni di sacerdozio, ha parlato con profonda emozione della Madonna delle Grazie, alla quale è particolarmente devoto, manifestando ancora una volta l’affetto sincero che lo lega ai favaresi. Visibilmente felice di essere tornato a Favara, don Calogero ha voluto ringraziare pubblicamente don Maurizio Mangionee. Tra i due sacerdoti esiste un legame di lunga data: insieme hanno condiviso il percorso di formazione e gli studi ecclesiastici, un’amicizia e una fraternità sacerdotale che ancora oggi li unisce profondamente.
Un gesto di gratitudine, quello di don Calogero, per avergli concesso di presiedere una celebrazione tanto importante, nonostante spettasse proprio a don Maurizio, al suo primo anno da parroco a Favara. La celebrazione, seguita dalla tradizionale processione, ha visto una grande partecipazione di parrocchiani, fedeli e devoti mariani provenienti da tutti i quartieri della città. Numerosi i presenti giunti al Santuario della Grazia Lontana non solo per pregare la Madre Celeste, ma anche per riabbracciare don Calogero Lo Bello e testimoniare vicinanza e affetto a don Maurizio Mangione, con il quale – come molti hanno sottolineato – si è instaurata sin da subito una forte empatia con la comunità favarese.
