HomeAltre notizieFavara, incontro sulla sicurezza: “Più informati, più sicuri contro truffe e raggiri”

Favara, incontro sulla sicurezza: “Più informati, più sicuri contro truffe e raggiri”

E’ stato dedicato all’informazione e alla prevenzione delle truffe ai danni di anziani e persone fragili, l’interessante incontro che si è svolto ieri sera a Favara, nella sala riunioni “Padre Pino Puglisi” della Chiesa SS. Pietro e Paolo, nell’ambito della XVIII edizione della Festa della Legalità cittadina.

Un fenomeno purtroppo sempre più diffuso, quello delle truffe, che continua a colpire vittime inconsapevoli. A promuovere l’iniziativa il Gruppo comunale A.I.D.O. “N. Papa S. Urso”, in collaborazione con la Tenenza dei Carabinieri di Favara, con il sostegno del Centro Servizi per il Volontariato di Palermo (CeSVop) e della comunità ecclesiale locale.

Dopo i saluti istituzionali del presidente comunale A.I.D.O. Giuseppe Vitello, alla presenza del presidente provinciale Antonio Lauricella, del sindaco di Favara Antonio Palumbo, della presidente del Consiglio comunale Miriam Mignemi, dell’arciprete don Nino Gullì e di Paola Caracappa per il CeSVop, si è entrati nel vivo dell’incontro. A relazionare sono stati Gaetano Scorsone, vicepresidente vicario del gruppo comunale A.I.D.O., e il comandante della Tenenza dei Carabinieri di Favara, Paolino Scibetta, che hanno illustrato in modo chiaro e operativo le principali tipologie di truffa oggi più diffuse. A moderare gli interventi Giovanni Costanza.

Particolarmente incisivo l’intervento del comandante Scibetta, che ha sottolineato come “nessuno può dire: io non ci casco”, invitando i cittadini a mantenere sempre alta l’attenzione. Tra i consigli principali: diffidare di chi si presenta alla porta qualificandosi come appartenente a enti benefici o religiosi, ricordando che tali organizzazioni non inviano volontari nelle abitazioni senza preavviso ufficiale. Allo stesso modo, è stato ribadito che le forze dell’ordine non chiedo soldi, operano in uniforme e con mezzi di servizio: eventuali visite in abiti civili devono destare sospetto e vanno immediatamente segnalate chiamando il 112. Grande attenzione anche alle truffe telefoniche. Nessuna confidenza deve essere data al telefono, soprattutto in caso di chiamate inattese. Enti come INPS, INAIL o le ASL non contattano i cittadini per controlli o pratiche amministrative tramite telefonate improvvise. Tra i raggiri più comuni, quello del falso carabiniere associato al falso avvocato che chiedono denaro urgente per un familiare in difficoltà: in questi casi è fondamentale non pagare e rivolgersi subito a persone di fiducia o alle autorità. Non meno importanti i rischi legati a internet. Anche la terza età, ormai sempre più connessa, deve adottare misure di sicurezza: password complesse, protezione dei dati personali e bancari, utilizzo di antivirus affidabili. Le offerte troppo vantaggiose e le email sospette vanno sempre verificate contattando direttamente le aziende, senza fidarsi dei numeri forniti dagli interlocutori.

Per quanto riguarda i venditori porta a porta, il consiglio è di evitare pagamenti in contanti e preferire metodi tracciabili, come il bollettino postale, che garantiscono maggiore sicurezza e trasparenza. Non sono mancati suggerimenti pratici per la vita quotidiana: non aprire agli sconosciuti, utilizzare la catenella alla porta, non mandare i bambini ad aprire e prestare attenzione nei luoghi affollati, dove borse e portafogli possono diventare facile preda di ladri. In caso di scippo, meglio non opporre resistenza per evitare conseguenze più gravi. Infine, è stato evidenziato il valore del buon vicinato come primo presidio di sicurezza: mantenere rapporti di fiducia con chi vive accanto può fare la differenza nel riconoscere situazioni anomale e intervenire tempestivamente. L’incontro ha ribadito il ruolo fondamentale della collaborazione tra istituzioni, associazioni e comunità ecclesiale nella costruzione di una rete di protezione sociale efficace, capace di tutelare i più vulnerabili e rafforzare il senso civico. E il messaggio conclusivo è stato chiaro: in caso di dubbio o pericolo, non esitare a chiamare il 112. Una chiamata gratuita che può fare la differenza.

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