Il Terminal Passeggeri del porto di Porto Empedocle ha ospitato ieri “Per Aquam”, un appuntamento dedicato alla cultura e alle storie del viaggio marittimo, promosso dal Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi e dall’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia occidentale.
Un appuntamento partecipato e ricco di spunti, dedicato alla cultura e alle storie del viaggio marittimo, ospitato in un luogo simbolo di transito e connessione.
L’iniziativa si è inserita nel public program della mostra “Insulae Aqua”, curata da Alessandra Klimciuk, che raccoglie gli scatti di Gianni Berengo Gardin e Filippo Romano, visitabile fino al 10 maggio presso le Fabbriche Chiaramontane ad Agrigento. Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali della presidente dell’AdSP Annalisa Tardino e del direttore del Parco Roberto Sciarratta, ai quali si sono aggiunti il sindaco di Porto Empedocle Calogero Martello, il sindaco di Agrigento Francesco Miccichè e il prefetto Salvatore Caccamo. A seguire, gli interventi hanno offerto una riflessione articolata e multidisciplinare: l’archeologa Maria Concetta Parello ha analizzato le evidenze storiche del Mediterraneo come spazio dinamico di connessioni e circolazione di idee; la scrittrice Claudia Lanteri ha indagato il legame tra scrittura e insularità; infine, Alessandra Klimciuk ha proposto una lettura filosofica dell’isola come spazio di relazione, a partire dalla mostra “Insulae Aqua”.
“È il porto di una comunità operosa che vive il mare come destino quotidiano.Come Autorità di Sistema portuale – ha detto la presidente la presidente Annalisa Tardino – avvertiamo con forza la responsabilità di custodire e valorizzare la complessità. Nel porto di Porto Empedocle, al centro di un territorio straordinario, sono previsti numerosi interventi. Si tratta di opere strategiche per un porto, divenuto europeo nella recente riforma regolamentare, per rafforzarne l’efficienza operativa ed elevarne gli standard di sicurezza e sostenibilità. Forse è proprio questo il significato più profondo che ci ha consegnato questo incontro: riconoscere, “attraverso l’acqua”, che ogni isola è parte di una rete invisibile che la connette al mondo. Ed è su queste connessioni che continuiamo a lavorare”.
