La fiaccolata di ieri sera per ricordare Gabriele Vaccaro è stata anche un simbolo potente, un segnale di speranza. Una speranza che nasce dal dolore, ma che guarda avanti, con l’impegno di non dimenticare e di costruire una comunità più consapevole, unita e capace di dire, con forza, no a ogni forma di violenza.
Durante la manifestazione abbiamo ascoltato don Nino Gulli, arciprete di Favara, con parole forti e significative ha lanciato un appello accorato, invitando tutti a riflettere sul valore della vita e sulla responsabilità collettiva nel costruire una società fondata sul rispetto. “Non possiamo restare indifferenti. La violenza non deve mai trovare spazio nelle nostre comunità. Oggi queste fiaccole non sono solo luce, ma un impegno concreto per il futuro”. Ascoltiamolo.
Parole di vicinanza e cordoglio sono arrivate anche dal vice sindaco Emanuele Schembri, (il sindaco Antonio Palumbo era a Pavia per partecipare alla fiaccolata li organizzata) che ha espresso il dolore dell’amministrazione comunale e di tutta Favara: “Siamo qui come comunità, uniti nel dolore ma anche nella volontà di reagire. Gabriele non deve essere ricordato solo per ciò che è accaduto, ma per la vita che aveva davanti”. Sentiamolo.
Particolarmente toccante è stato il ricordo di chi lo conosceva da vicino, come il suo allenatore Francesco Fanara, che ha parlato di un ragazzo pieno di sogni, determinazione e sorriso. Un ricordo condiviso anche da Pietro Infantino, mister della CastrumFavara. Eccoli ai nostri microfoni.

