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AVS – Sinistra Italiana: Viabilità nei Monti Sicani, una situazione insostenibile

Una richiesta di intervento urgente sulle strade provinciali al Governo regionale e al Libero Consorzio Comunale di Agrigento, viene fatta dai responsabili di AVS – Sinistra Italiana che chiedono anche di sollecitare l’ANAS per il completamento dei lavori già avviati e per programmare immediatamente ulteriori interventi di manutenzione straordinaria sull’intero sistema viario dell’area.

In una nota Pasquale Cucchiara, segretario provinciale AVS – SI e Giovanni Traina, segretario del  Circolo intercomunale dei Monti Sicani, evidenziano che “Da troppo tempo le strade dell’entroterra sicano versano in condizioni gravissime a causa di frane e mancata manutenzione. Una situazione che aggrava ulteriormente l’isolamento di territori già fortemente penalizzati sotto il profilo dei servizi essenziali, a partire da quello sanitario”.

Pasquale Cucchiara – Segretario Provinciale AVS Sinistra Italiana

Cucchiara e Traina citano le situazioni più critiche come la SS118 nel tratto compreso tra Cianciana e Raffadali (dal km 113,050 al km 113,180), chiuso al traffico da quasi due mesi e una riapertura prevista per febbraio 2027. “Una chiusura che sta causando enormi disagi a cittadini pendolari, lavoratori e lavoratrici, studenti e studentesse, costretti a percorrere itinerari alternativi lunghi e soggetti a movimenti franosi, come la SP32 Cianciana–Ribera”. In evidenza anche la chiusura della SP31 Cianciana–Cattolica Eraclea, in vigore dal 2021, che limita ulteriormente la mobilità e penalizza gravemente intere comunità, così come la SP 34 Bivona – Bivio Tamburello chiusa da qualche settimana. “La cosiddetta “Corleonese-Agrigentina” rappresenta di fatto l’unica arteria principale di collegamento tra i comuni dei Monti Sicani – si legge nella nota – il suo stato, insieme a quello delle altre infrastrutture viarie, non è più tollerabile. Non è più accettabile che i cittadini dei Monti Sicani continuino a essere trattati come cittadini di serie B. È necessario garantire pari dignità e diritti, a partire da quello fondamentale alla mobilità. I territori interni non possono essere abbandonati. Servono risposte concrete e tempi celeri”.

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