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Sciacca: è stata dedicata oggi a Giuliano Guazzelli una barca utilizzata illegalmente per il trasporto di migranti

La Jeanneau Sun Legend, una barca lunga 12,30 metri, sequestrata nel 2020 nelle acque di Marzamemi ed utilizzata per il trasporto di migranti dalle coste turche, da oggi porta il nome di Giuliano Guazzelli. La cerimonia di “battesimo” della nuova barca della legalità si è svolta questa mattina al porto di Sciacca.

L’iniziativa è stata portata avanti dalla Lega Navale Italiana e ha voluto rendere un doveroso riconoscimento ad un uomo dello Stato ucciso dalla Mafia nell’aprile del 1992 in contrada Monserrato tra Villaseta e Porto Empedocle. Il maresciallo del Carabinieri Giuliano Guazzelli (nella foto sotto), toscano ma residente a Menfi è stato per tanti anni in prima linea nelle indagini ad Agrigento per contrastare la spietata guerra di mafia tra  Cosa Nostra e Stidda, con tante vittime, non solo tra i componenti dei clan, ma anche con tanti servitori dello Stato.

L’iniziativa si inserisce nel programma “Mare di Legalità”, promosso dalla Lega Navale Italiana e fortemente spinta dal presidente nazionale Donato Marzano.

Alla cerimonia, coordinata dal giornalista Giuseppe Pantano,  presenti autorità civili, politiche e militari. Tra i presenti anche Raimondo Moncada, giornalista agrigentino in quegli anni “volto” del Video Giornale di Teleacras.

Il giornalista Raimondo Moncada

“Ricordo sempre alcuni istanti di quel caotico e tragico giorno di sole. Avevo lasciato casa, al Villaggio Mosè, ed ero diretto in redazione, a Teleacras, nella sua sede di Monserrato, tra Villaseta e Porto Empedocle. A un certo punto –ha raccontato Moncada- imbocco la rotatoria “Giunone”. In pochi istanti ho visto passare auto di Polizia e Carabinieri e capisco che era successo qualcosa di grave. In effetti dopo un paio di chilometri c’era il caos. Proprio su una bretella della 115, all’altezza di Monserrato, ci sarà il caos. Un uomo dello Stato, un Carabiniere, un padre di famiglia, Giuliano Guazzelli, era stato fatto fuori per il suo lavoro, è perché lo faceva bene. Arrivo in redazione, allora diretta da Giovanni Taglialavoro e con alla cronaca nera Carmelo Sardo e Alfredo Conti, e mi toccherà da lì a poco dare a me, in video, la notizia di quello che era accaduto a poca distanza.

Ho pensato tante volte a quei momenti. E ho pensato a due anni prima, a pochi chilometri dalla Valle dei Templi, sulla 640, l’uccisione del giudice Rosario Livatino e a quel testimone che, per lavoro si trovava a passare proprio durante l’agguato, a cui è cambiata la vita e vive con un altro nome, in località segreta e protetto. Rosario Livatino è beato. Falcone e Borsellino hanno dedicati luoghi pubblici. Il nome di Giuliano Guazzelli campeggia da oggi sulla barca della legalità  e veleggerà in quel mare che ogni giorno costeggiava in macchina rientrando nella sua Menfi”.

Il natante, adesso, sarà destinato ad attività sociali e alla promozione di iniziative educative e di legalità.

 

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