Tra gli uccelli rapaci, il Gheppio (Falco tinnunculus) è probabilmente il più comune e diffuso. Tale diffusione è da intendersi non solo sotto l’aspetto geografico – è presente infatti in Europa, Asia, Africa e Nord-America – ma anche per ciò che riguarda gli ambienti che riesce a colonizzare.
Oltre alle zone agricole e forestali, popola addirittura anche gli ambienti urbanizzati. Questa sua elevata diffusione è merito di una estrema adattabilità. È capace infatti di variare la propria alimentazione in relazione alla disponibilità di prede, potendo nutrirsi indifferentemente di piccoli roditori (soprattutto), lucertole ed altri piccoli rettili, cavallette ed altri grossi insetti nonché di piccoli uccelli. Ciò, grazie anche al possesso di diverse tecniche di caccia e alle notevoli capacità di volo. I gheppi possono cacciare lanciandosi in picchiata da posatoi costituiti da rami, cespugli, muri, pali, tralicci, cavi elettrici. Sono abilissimi inoltre in una particolare tecnica di volo stazionario detta “a spirito santo” con la quale, stando sorprendentemente sospesi in aria anche per qualche minuto, riescono a scrutare l’area sottostante e a lanciarsi in picchiata sulle prede individuate grazie ad una vista acutissima.
In Italia è specie prevalentemente stanziale e nidificante ma, in parte, può effettuare migrazioni a piccolo, medio ed ampio raggio per adattarsi alle mutevoli condizioni climatiche e alla disponibilità di prede. Anche per la costruzione del nido il gheppio è molto adattabile, potendo usare nidi abbandonati da altri uccelli su alberi, muri o anfratti presenti sulle pareti rocciose. In ambienti artificiali e urbanizzati può utilizzare grondaie, tetti e cavità di vecchi muri. Insomma, oltre la innate abilità di volo e di caccia, le capacità di adattamento ad ambienti e prede differenti sono alla base della diffusione e al successo riproduttivo di questa specie. A pensarci bene, anche la specie umana deve la sua ampia diffusione su quasi tutto il pianeta alla sua capacità di adattarsi a variabili condizioni climatiche ed alimentari e, in tal senso, tra noi e il gheppio ci sono molte analogie.
Tuttavia, noi umani con il progresso stiamo perdendo la capacità di adattamento alle diverse situazioni. Non tolleriamo più il freddo in inverno e il caldo in estate tant’è che qualcuno regola i climatizzatori a 21°C in inverno e 18°C in estate. Pochi di noi sono ancora in grado di riconoscere piante spontanee di valore alimentare, utilizziamo pochissime specie e varietà di cereali, consumiamo pochissime specie ittiche di cui il mare si sta impoverendo e coltiviamo pochissime varietà di mele, pere e arance mentre una volta erano note e diffuse centinaia di varietà per ogni singola specie. Non credo che sia una buona cosa.


