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Consiglio comunale di Favara: confermate (al massimo) le aliquote per IMU e IRPEF per l’anno 2026,  approvati anche diversi debiti fuori bilancio

Il Consiglio comunale di Favara ha finalmente, è proprio il caso di usare questo termine, approvato diversi debiti fuori bilancio che si trascinavano da diverse sedute. E’ stata fruttuosa e veloce la seduta di ieri sera della massima assise cittadina, anche se è poi caduta ancora una volta per mancanza di numero legale, dopo un’ora e 15 di riunione.

Il Consiglio comunale era stato convocato in sessione ordinaria dalla presidente Miriam Mignemi con ben 32 punti all’ordine del giorno, e tra questi ben 25 debiti fiori bilancio. Tredici i consiglieri comunali presenti all’appello, che sono poi diventati 17, con la seduta che è iniziata con  votazione del Regolamento per i Servizi economato, su cui il consiglio era caduto nella seduta precedente, dopo che era erano stati presentati e votati alcuni emendamenti. Questa volta il regolamento è stato votato all’unanimità dei presenti. La discussione è continuata celermente con la trattazione e votazione del secondo punto: “Programma per l’affidamento di incarichi di collaborazione per il periodo 2026/2028”. Anche in questo caso il punto è stato esitato positivamente ma 4 consiglieri che si sono astenuti.

Quindi si è passati alla trattazione del punto relativo all’IMU 2026, con la proposta da parte dell’amministrazione comunale di confermare le aliquote dell’anno precedente, che sono al massimo: per abitazione principale al 1,0,6%. IMU che fornisce al Comune, come evidenziato dal dirigente Alba,  la seconda fonte di entrata. La discussione è stata incentrata anche sulla possibilità di diminuire le aliquote,  che erano state portate al massimo di legge in relazione al dissesto finanziario. Aliquote ed altre tasse, come ha detto il sindaco Antonio Palumbo,  che dovranno restare ancora al massimo in quanto ci sono dei servizi da assicurare ed inoltre si dovrà fare fronte al pagamento dei debiti per i soggetti che non hanno aderito alla transazione del dissesto. Il punto comunque è stato votato, anche in questo caso con 7 consiglieri che si sono astenuti su 17 presenti. Stesso ragionamento per l’addizionale IRPEF comunale che è all’0,80%, con un limite di esenzione fissato a € 10.000. Dei 17 presenti in 10 hanno detto Si e in 7 si sono astenuti.

Per arrivare all’annoso dilemma del riconoscimento dei debiti fuori bilancio che hanno avuto come “reazione”, nelle sedute precedenti, l’abbandono dell’aula da parte di diversi consiglieri, come dal nostro giornale riportato nei vari articoli. Debiti che sono per la quasi totalità relativi a ricorsi per IMU e TARI non dovuti da parte dei cittadini, i quali hanno fatto ricorso ed ha vinto, per cui il Comune è stato condannato a pagare le spese legali. Come specificato sia dalla dirigente Chianetta, che dalla segretaria Nicastro, rispondendo alle domande di alcuni consiglieri, se non si approva e si paga, si prospetta un aumento dell’importo, poiché si rischia il decreto ingiuntivo da parte del creditore.

Rispetto alle sedute precedenti, che sono cadute proprio sui debiti per mancanza di numero legale, non è cambiato niente, ma questa volta, forse anche per le precisazioni di dirigente e segretaria, la quale  ha anche paventato la possibilità della nomina di un commissario ad acta con amento delle spese, i debiti sono stati, non tutti ma per la maggiorparte, trattati e approvati. La dottoressa Chianetta ha spiegato la natura del debito e l’importo per ogni singolo punto, che come detto sono spese legali per ricorsi al pagamento di IMU e TARI, importi che variano da un minimo di €. 269.00 ad un massimo di €. 2.392,00. Sono stati così approvati di debiti dal punto 6 al 21 dell’ordine del giorno, con una media di  9 Si e 5 astenuti.

All’inizio della trattazione del punto 22, anch’esso come gli altri relativo al spese legali,  alcuni consiglieri sono usciti dall’aula, (non crediamo che il motivo sia l’oggetto del debito), la consigliere Virone ha chiesto la verifica del numero legale. Risultano presenti 12 consiglieri:  Mignemi, Castronovo, Bacchi, Nobile, Maglio, Pitruzzella, Milazzo, Bellavia, Virone, Cucchiara, Airò Farulla, Montaperto.  Alle ore 19:4, dopo 1 un ora e 15 minuti la seduta “è ricaduta” per mancanza di numero legale quando mancavano all’approvazione ancora  11 punti. Seduta rinviata ad un’ora, dove si è registrata, come prevedibile, l’assenza dei consiglieri, solo 4 i presenti, per cui la seduta è stata aggiornata alle ore 18:00 di oggi.

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