HomeAltre notizieFavara: inaugurato il Museo "Le vie dello zolfo". La città si lega...

Favara: inaugurato il Museo “Le vie dello zolfo”. La città si lega con un “filo giallo” alla propria memoria

Passato e futuro, archeologia mineraria e multimedialità. Sulla via dello zolfo che lega Favara con le miniere a valle della Lucia e di Ciavolotta cammineranno da domani, mano nella mano, i “carusi” di una volta con le nuove generazioni.

Sono quei ragazzi seminudi che, con il corpo denutrito e la schiena spezzata dal peso dello zolfo, racconteranno “virtualmente” ai ragazzi di oggi che frequentano la scuola e che vivono nel benessere, quali fatiche hanno sopportato, quanti diritti negati, quante vite spezzate.  E questo sarà possibile nel Piano nobile del Castello Chiaramonte grazie al nuovo Museo Multimediale dello Zolfo, finanziato dal Gal Sicilia e che ha premiato il progetto voluto dall’Amministrazione comunale e redatto da un gruppo progettuale guidato dal dirigente comunale ai Beni Culturali Giacomo Sorce.

L’inaugurazione del Museo permette anche al Comune di riaprire dopo oltre 13 anni anche il piano superiore, chiuso per questo lungo periodo a causa della precarietà della passerella esterna e di altri ambienti.

È un Castello tirato a lucido, illuminato, vissuto quello che ha fatto da cornice all’ importante evento alla presenza del Prefetto di Agrigento Salvatore Caccamo, delle più alte cariche provinciali delle Forze dell’ Ordine, del presidente del GAL Olindo Terrana, del Presidente del Circuito regionale dei Castelli Mario Cicero, già Sindaco di Castelbuono. “Non inauguriamo pietre recuperate- ha tenuto a precisare Giacomo Sorce– ma ambienti che devono vivere, che animeranno stanze e corte, che ospiteranno flussi di studenti e turisti. Ma è un primo passo questo. Abbiamo progettato altri due interventi legati alla via dello zolfo: il Parco Minerario della Ciavolotta ed il “Cammino dei carusi”, un itinerario sulla vecchia strada che ogni mattina era percorsa da minatori grandi e piccoli”.

Ma il pezzo forte del progetto multimediale (in alto il trailer) è la ricostruzione completa del mondo minerario realizzato da Caló Cassaro, artista dell’ immagine, grazie ad un lavoro filmato che propone al visitatore la Favara al tempo delle “pirrere”, con la classe sociale ricca e borghese che abitava nei Palazzi della Piazza e con i minatori che vivevano tra le viscere della terra e piccoli catoi di gesso nel centro storico. Ma Calò Cassaro ricostruisce il lavoro sotto terra, il trasporto dell’ oro giallo nel vicino Molo di Girgenti, oggi porto empedoclino, gli scioperi e le occupazioni, le tragedie e le morti, la crisi dell’ estrazione, la chiusura , l’ abbandono dei siti ed il recupero della memoria.

La proposta progettuale dell’ amministrazione Palumbo è partita con l’ ex vicesindaco Antonio Liotta e poi continuato dall’attuale assessore alla cultura Carmen Lo Presti, nel segno della continuità amministrativa e che ha avuto, nelle varie fasi, il supporto del Consiglio Comunale, come ribadito nel suo intervento il consigliere Pasquale Cucchiara.

La serata ha vissuto momenti musicali con il cantore popolare Peppe Calabrese ed il gruppo The Angels, che hanno presentato brani legati al pianeta delle zolfare e alla Sicilia. Molto suggestiva anche la performance teatrale, itinerante nel Castello, sulla rievocazione del mondo della miniera, per la regia di Giusy Moscato e con la partecipazione di attori locali provenienti dai diversi gruppi teatrali della città. E per finire la degustazione con tanto di torta celebrativa dedicata alle Vie dello Zolfo, curata dall’Istituto “Ambrosini-King”.

 

ARTICOLI CORRELATI
- Advertisment -
Vella-Expert

TI POTREBBERO INTERESSARE