Sono stati questi gli argomenti affrontati questa mattina nel corso del convegno promosso dalla Lega Navale Italiana – Sezione di Agrigento e Porto Empedocle, presieduta da Roberto Amodio, sul tema “La tutela dell’ambiente marino: quadro normativo e prassi operativa”.
L’incontro, si è svolto presso la sala “Tusa” di Villa Genuardi ad Agrigento, presenti l’onorevole Giusy Savarino, Assessore regionale al Territorio e Ambiente; il Capitano di Fregata Agazio Tedesco, Comandante della Capitaneria di porto di Porto Empedocle; il professor Giuseppe Puma, associato di Diritto internazionale presso la Libera Università Maria Santissima Assunta (LUMSA);
E’ stato un momento di riflessione e confronto sull’importanza di proteggere il patrimonio delle coste italiane, con particolare attenzione alla realtà siciliana, territorio fragile ma straordinariamente ricco di biodiversità, paesaggi e tradizioni legate al mare.
La salvaguardia del mare: una responsabilità condivisa
Nel corso dell’evento è stato ribadito come la tutela dell’ambiente marino e costiero non sia soltanto una questione ecologica, ma anche economica e sociale. Il mare costituisce infatti una risorsa fondamentale per il turismo, la pesca, la portualità e per l’identità stessa delle comunità costiere. La prevenzione e la sensibilizzazione sono state indicate come strumenti chiave per ridurre i comportamenti dannosi e promuovere un rapporto più equilibrato tra uomo e ambiente.
L’intervento dell’Assessore regionale al Territorio e Ambiente
Particolarmente atteso l’intervento dell’Assessore regionale al Territorio della Regione Siciliana, Giusy Savarino, che ha illustrato le azioni promosse dal governo regionale per la tutela ambientale e la difesa delle coste.
L’assessore ha evidenziato come la Regione abbia avviato importanti interventi strutturali contro l’erosione costiera, fenomeno che negli ultimi anni ha interessato numerosi tratti del litorale siciliano. Tra le misure adottate figurano opere di ripascimento delle spiagge, il consolidamento delle scogliere e il rafforzamento dei sistemi di monitoraggio del territorio.
Un passaggio significativo del suo intervento è stato dedicato alle azioni intraprese a seguito del ciclone “Harry”, che ha colpito duramente alcune zone costiere siciliane causando danni a infrastrutture, stabilimenti balneari e tratti di litorale. La Regione è intervenuta con stanziamenti straordinari per il ripristino delle aree danneggiate, la messa in sicurezza dei tratti più esposti e il sostegno ai comuni colpiti, attivando tavoli tecnici per pianificare interventi strutturali capaci di aumentare la resilienza del territorio rispetto ai fenomeni climatici estremi.
Il ruolo fondamentale delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera
Nel corso dell’incontro è stato inoltre sottolineato il grande lavoro svolto quotidianamente dalle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, presidio fondamentale per la tutela del mare e delle coste.
Come sottolineato dal comandante della Capitaneria di porto di Porto Empedocle, Agazio Tedesco, le Capitanerie operano in prima linea nelle attività di controllo e vigilanza ambientale. Fondamentale il loro ruolo di coordinamento e sinergia con le altre forze di polizia e con le autorità locali.
Presente in sala il prefetto di Agrigento Salvatore Caccamo. “La collaborazione interistituzionale – ha detto il comandante Tedesco – consente interventi più efficaci e tempestivi, soprattutto in situazioni di emergenza come quelle legate agli eventi meteorologici estremi o a incidenti in mare”.
Interessante la relazione tecnica del Capitano di Corvetta Alessio Manca, Capo Servizio Operativo della Guardia costiera empedoclina, che ha approfondito i temi legati al contrasto degli illeciti quali scarichi abusivi, sversamenti inquinanti, pesca illegale e occupazioni irregolari del demanio marittimo. Attraverso un’attività costante di monitoraggio, la Guardia costiera contribuisce a garantire il rispetto delle normative nazionali ed europee in materia ambientale, come il contrasto all’inquinamento da plastica e microplastiche.
L’analisi del quadro normativo del professor Giuseppe Puma
A chiudere i lavori è stato l’intervento del professor Giuseppe Puma, associato di Diritto internazionale presso la Libera Università Maria Santissima Assunta (LUMSA), che ha offerto un’approfondita analisi del quadro normativo e giuridico nazionale e internazionale in materia di ambiente marino.
Il professore ha ripercorso l’evoluzione della normativa italiana, evidenziando come la tutela dell’ambiente sia oggi riconosciuta anche a livello costituzionale. Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle Regioni nella pianificazione territoriale e nella gestione integrata delle zone costiere.
Sul piano internazionale, l’analisi ha richiamato le principali convenzioni e direttive europee in materia di protezione dell’ambiente marino, sottolineando l’importanza della cooperazione tra Stati per affrontare fenomeni che non conoscono confini.
L’incontro si è così chiuso con un messaggio chiaro e condiviso: la difesa del mare e delle coste è una sfida che richiede competenze, responsabilità e collaborazione, per garantire uno sviluppo sostenibile e la conservazione di un patrimonio naturale di inestimabile valore.
