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Siculiana rende omaggio a Gerlando Vasile, infoibato a Fiume nel 1945

“Un atto di amore civile e di giustizia storica che ha segnato profondamente la comunità di Siculiana. Ricordiamo un nostro concittadino, morto in una fotina a Fiume”. C’è commozione nelle parole del sindaco Peppe Zambito durante la cerimonia che si è svolta ieri pomeriggio presso la Villa Comunale “Falcone-Borsellino” per svelare, il monumento dedicato a Gerlando Vasile, cittadino siculianese infoibato a Fiume nel 1945, e ai 438 siciliani caduti o costretti all’esilio dal confine orientale.
Il momento più intenso si è vissuto subito dopo lo svelamento dell’opera. La signora Rosa Vasile, 92 anni, esule fiumana e figlia di Gerlando, si è avvicinata alla pietra commemorativa cercando con le dita tremanti ma determinate il nome del padre inciso nel marmo. Un gesto semplice e potentissimo, che ha commosso le centinaia di presenti. L’emozione è culminata in un lungo e spontaneo abbraccio con il sindaco Peppe Zambito, simbolo della fine di un esilio durato ottant’anni e del ritorno ideale di un figlio di Siculiana alla sua terra.
“Oggi abbiamo colmato un vuoto durato troppo a lungo”, ha dichiarato Peppe Zambito. “Vedere la signora Rosa accarezzare il nome di suo padre restituisce alla politica la sua dimensione più autentica. Questo non è un monumento per dividere, ma un presidio di verità e di pacificazione nazionale che appartiene a tutti”.


L’eccezionalità dell’evento è stata sottolineata da Massimiliano Lacota, presidente dell’Unione degli Istriani**, che si è detto “meravigliato e colpito oltre ogni aspettativa” per la qualità del progetto e per l’organizzazione curata dall’Amministrazione comunale in collaborazione con BCsicilia e la Consulta Giovanile. Lacota ha formalizzato l’importanza dell’iniziativa invitando ufficialmente il sindaco e la Giunta a Trieste, per suggellare un “ponte ideale” tra la Sicilia e il confine orientale.
Parole di apprezzamento sono giunte anche dal senatore Roberto Menia, promotore della legge istitutiva del Giorno del Ricordo, che ha definito l’iniziativa di Siculiana un modello di eccellenza nel panorama nazionale della memoria storica.
Particolarmente significativo il contributo degli alunni dell’Istituto Comprensivo “Garibaldi”, guidati dalla dirigente scolastica Paola Catanzaro. I ragazzi hanno proposto una toccante performance teatrale ispirata alla celebre immagine della “bambina con la valigia”, simbolo dell’esodo giuliano-dalmata.

Attraverso la loro interpretazione, hanno dimostrato come la memoria possa trasformarsi in partecipazione consapevole, capace di parlare alle nuove generazioni.
La cerimonia, benedetta dall’arcivescovo Alessandro Damiano, ha visto la partecipazione del prefetto di Agrigento Salvatore Caccamo, delle massime autorità civili e militari, e della consigliera Angela Indelicato, che ha letto un messaggio del deputato Piero Fassino. Le note del Coro “Magnificat” e della Banda “Bellini” hanno accompagnato un pomeriggio destinato a restare nella memoria collettiva.
Siculiana, con questo gesto, ha scelto di non dimenticare. Ha restituito un nome, una storia e una dignità a chi per troppo tempo è rimasto nell’ombra. E lo ha fatto nel segno dell’unità, della consapevolezza e di una memoria finalmente condivisa.

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