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“Se Colapesce si stancasse”: il giornalista Alan David Scifo racconta una Sicilia tra disastri ambientali e malattie mortali

Cosa accadrebbe se Colapesce, il mitico eroe che secondo la leggenda sorregge la Sicilia per impedirne lo sprofondamento, si stancasse davvero? È da questa immagine potente che prende le mosse “Se Colapesce si stancasse” (Navarra Editore), il libro scritto 48 mesi fa dal giornalista agrigentino Alan David Scifo e sempre attuale. Un viaggio-inchiesta lungo le coste e nell’entroterra siciliano che porta alla luce alcuni dei più gravi – e meno raccontati – disastri ambientali d’Italia e che sarà al centro dell’incontro con l’autore sabato prossimo alle 18.30 presso la libreria “Il mercante dei libri”, nella centralissima via Atenea ad Agrigento.

L’evento culturale è inserito nella rassegna letteraria  “Sicilia da leggere tra tradizioni e modernità” ed è promosso dall’Associazione Antica Agrigento e dall’AICS di Agrigento.

Oltre all’autore saranno presenti Bruno Carapezza, Giuseppe Petix, Alessandro Accurso Tagano e Lorella Zarbo, che coordinerà l’incontro. Alcune pagine del libro saranno lette da Ignazio Enrico Marchese.

Il libro nasce da anni di lavoro sul campo di Alan Scifo, giornalista professionista, nato a Stoccarda ma residente ad Aragona, vincitore dei premi “Rossella Menotti” e “Maria Grazia Cutuli”,  che ha dedicato al “disastro Sicilia” tanti reportage, servizi televisivi e approfondimenti realizzati per testate nazionali come La7, Rai 2, Il Fatto Quotidiano, L’Espresso e The Post Internazionale. Il libro rappresenta inoltre l’ideale prosecuzione del suo primo lavoro, “Sud del Sud”, pubblicato nel 2019, ampliando lo sguardo dall’analisi sociale e territoriale a una più ampia e drammatica questione ambientale.

Scifo percorre un’isola splendida e martoriata. Dal polo petrolchimico di Augusta alle raffinerie di Gela, dalle miniere abbandonate di Caltanissetta ai siti industriali dismessi come la Montecatini, fino alle cave del Trapanese e alla costa occidentale che da Palermo arriva a Trapani passando per Porto Empedocle. Un mosaico di territori segnati da decenni di industrializzazione incontrollata, gestione opaca dei rifiuti e bonifiche mai completate.

Il cuore dell’inchiesta è la correlazione – spesso negata o minimizzata – tra inquinamento ambientale e salute pubblica. Nei territori dominati dagli “ecomostri” industriali, denuncia l’autore, si registrano tassi altissimi di malattie polmonari, tumori, infezioni croniche e patologie congenite rare. Tragedie silenziose che colpiscono intere comunità e che raramente conquistano l’attenzione dei media nazionali. Quante famiglie ogni giorno sono colpite da lutti, con vite stroncate anche in età giovane, a causa del “male invisibile”, a cui nessuno riesce a dare una giusta causa. La Sicilia descritta da Scifo non è la cartolina turistica delle spiagge dorate e del patrimonio artistico, ma una terra di veleni dove il prezzo dello sviluppo industriale è stato pagato soprattutto dai cittadini.

Il reportage non fa sconti a nessuno. Vengono chiamate in causa le responsabilità delle grandi industrie, ma anche quelle delle istituzioni locali e nazionali, spesso paralizzate da immobilismo, lentezze burocratiche e corruzione. La denuncia è cruda, a tratti dolente, ma sempre sostenuta da dati, testimonianze e documenti raccolti sul campo.

Vincitore del progetto “Per Chi Crea” promosso da SIAE, il libro contiene inchieste inedite e affronta tematiche scottanti rimaste ai margini del dibattito pubblico dando voce a medici, attivisti, operai, madri e padri che convivono ogni giorno con la paura della malattia e con la frustrazione di sentirsi dimenticati.

Se Colapesce si stancasse è dunque più di un libro-denuncia: è un atto d’amore ferito verso la propria terra. È la testimonianza di una generazione che non accetta più il silenzio e chiede verità, bonifiche e giustizia ambientale. E, soprattutto, è un invito a guardare la Sicilia non solo come simbolo di bellezza, ma anche come paradigma di una questione ambientale nazionale, e la Terra dei Fuochi ne è dimostrazione, che riguarda tutti.

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