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Favara: consegnati i “Premi Fedeltà” a due soci dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci

“Per aver dato lustro con il suo impegno e la sua nobile attività alla crescita della sezione di Favara dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci“. Con questa motivazione nella storica sede dell’A.N.C.R di Piazza Cavour, sono stati conferiti oggi pomeriggio  i “Premi Fedeltà” ai due soci più anziani del circolo, Giuseppe Costanza e Salvatore Lupo, con oltre novanta primavere alle spalle, tanti ricordi e tante storie legate alla guerra da raccontare e tramandare ai più giovani. Una cerimonia sobria, come è nello stile degli associati di Favara, ma emozionante e che ha radunato quasi tutti i 42 iscritti. Nel corso dell’incontro sono state consegnate le tessere annuali direttamente dal Presidente Provinciale dell’A.N.C.R di Agrigento, il giornalista Franco Antonio Morello. “Siamo un’associazione che nei territori- ha detto durante il suo saluto Morello- ha il dovere di trasmettere ai più giovani un fattore importante: il culto della Patria. Se oggi siamo qui lo dobbiamo alle migliaia di militari, giovani e padri di famiglia, uccisi al fronte per la nostra Italia. Favara si dimostra una sede viva, che organizza eventi e che soprattutto è sempre presente durante le celebrazioni e cerimonie ufficiali. Quel Monumento dedicato ai Caduti a pochi passi da questa sede, in questa splendida piazza, deve trovare sempre il rispetto e lo sguardo di ogni cittadino che passa”.

Presente alla cerimonia il presidente onorario Salvatore Sferrazza, da sempre punto di riferimento dell’associazione, il presidente Rosario Manganella, il suo vice Serafino Russello e quasi tutto il direttivo.

“La nostra Associazione ha una lunga storia dietro le spalle -ha detto in un articolato intervento Rosario Manganella- che parte proprio dal 1919, il giorno dopo la fine del Primo Conflitto Mondiale. Dove in migliaia di case non sono rientrati i soldati partiti in guerra tra le lacrime di giovani vedove e figli orfani. I più fortunati sono ritornati invalidi e mutilati e che per l’Associazione sono stati sempre un valore storico ed umano da tutelare”.

Presente anche il Sindaco di Favara Antonio Palumbo. “Quattro anni fa scoppiava in Ucraina l’ennesima guerra, una delle tante che ci sono al mondo. Parliamo di pace, facciamo cortei, i grandi della Terra fanno buoni propositi ma mentre parliamo i bimbi muoiono a Gaza. Favara, da dove è partita quest’anno la Carovana della Pace, ringrazia questa sezione per il lavoro di custodia della storia che fa. Su queste pareti ci sono tanti immagini di favaresi morti nelle due guerre. Abbiamo il dovere di custodire questo scrigno. Un paese senza memoria è un paese senza futuro”.

Tra gli interventi più toccanti quello del prof. Lillo Zarcone, che 80 anni fa, all’età di 8 anni, perse una mano e la vista per un residuo bellico esploso in un quartiere a “guerra finita”. “Io solo l’esempio vivente dei danni che produce una guerra – ha detto Zarcone- e quindi grido a voce alta alle giovani generazioni di ripudiare ogni forma di conflitti. E’ la Pace, quella vera, il futuro per le giovani generazioni”.

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